Il Tirreno

Più di cento persone vi trovarono riparo

Abbiamo seguito Lido “Kid” Serafini e un amico, Luca Maludrottu, nel percorso in mezzo al bosco per raggiungere il rifugio dell’Acquerta. La zona è al confine tra il comune di Cecina e quello di...

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Abbiamo seguito Lido “Kid” Serafini e un amico, Luca Maludrottu, nel percorso in mezzo al bosco per raggiungere il rifugio dell’Acquerta. La zona è al confine tra il comune di Cecina e quello di Riparbella. Attraversiamo il torrente e ci ritroviamo in una radura. L’erba è alta ma si può scorgere chiaramente una piccola collina sulla quale si nota un grande albero. Dopo un breve percorso a piedi, non più di 500 metri, ci addentriamo in mezzo a della folta vegetazione. Vediamo subito i due ingressi del rifugio, liberati dai rovi, distanti tra di loro una cinquantina di metri. Nel 1944, scavato sotto il tufo e puntellato come in una miniera, il riparo era alto fino a quasi due metri. Con un folto reticolo di gallerie per avere accesso a varie “stanze” principali. Chi l’aveva costruito aveva previsto anche un sistema di protezione dalle schegge delle bombe. Oggi la terra ha praticamente ricoperto quasi interamente lo spazio dove per molti mesi hanno vissuto nel 1944 oltre cento persone.

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