Il Tirreno

La tenuta Le Pavoniere ha un nuovo proprietario

di Divina Vitale
La tenuta Le Pavoniere ha un nuovo proprietario

Bolgheri, venduta dal principe Guicciardini Strozzi ad Antonio Capaldo Il patron della Feudi di San Gregorio vuole potenziare la produzione

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CASTAGNETO CARDUCCI. Una terra vocata al grande vino, che fa gola agli imprenditori del settore su scala internazionale. Il miliardario argentino Alejandro Bulgaroni ha acquistato 30 ettari confinanti con Tenuta Argentiera, e su quest’ultima recentemente sventola la bandiera dell’Austria con il giovane industriale Stanislaus Turnauer. L’altra azienda passata di mano è Villa Le Pavoniere, che il principe Girolamo Guicciardini Strozzi - casato millenario con tante proprietà vitivinicole sparse nel territorio italiano, la più conosciuta è Cusona dove producono Vernaccia - ha ceduto ad Antonio Capaldo che vanta grandi esperienze in fatto di vino e impresa del vino.

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Capaldo, 39 anni, è il figlio dell’ex presidente della Banca di Roma, Pellegrino Capaldo. Proprietario e presidente di una grande e nota azienda in Irpinia, la Feudi di San Gregorio acquisita nell’aprile del 2009. Una realtà delle più importanti del Sud Italia con duecento dipendenti e un fatturato di 26 milioni di euro. Qui conta quattro milioni di bottiglie (si valorizzano i vitigni autoctoni come Greco di Tufo, Falanghina, Fiano per i bianchi e ancora rossi con Agalianico, Merlot, primitivo) per oltre 330 ettari vitati. Laureato in economia dal ‘99 al 2003 Antonio Capaldo ha lavorato alla Lazard di Parigi, poi ha conseguito il master in management internazionale a Londra e il dottorato di ricerca in Tecnica bancaria e finanziaria all’università la Sapienza di Roma, dal 2008 è partner della McKinsey & Company. Un curriculum di tutto rispetto che oggi lo conduce a una nuova sfida, quella bolgherese, 16 ettari che attualmente producono due rossi: Vignarè (Bolgheri superiore) e Ocra. Un investimento di diversi milioni di euro per Villa Le Pavoniere su cui non fa mistero di coltivare l’obiettivo di far crescere l’azienda soprattutto all’estero, con una produzione che mira ad estendere fino a centomila bottiglie, con l’aggiunta di un nuovo marchio. Il giovane imprenditore conosce bene la zona del Bolgherese che frequenta dagli anni ‘80. Un acquisto che si aggiunge a quelli che lo stesso Capaldo ha effettuato negli ultimi tempi, dalla Sicilia, sull’Etna, ai Colli orientali del Friuli, dalla Puglia con Manduria alla Basilicata.

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