Attenzione
Giunta, il rimpasto il 4 giugno in consiglio
San Vincenzo, l’ex assessore Bientinesi spiega le sue dimissioni: «La scelta non l’ho fatta io ma loro»
SAN VINCENZO. Otto pagine. In carattere piccolo. È il tentativo di aggirare l’aspetto politico per congedarsi mettendo sul tavolo quanto fatto in due anni di attività amministrativa. Ma l’uscita di scena di Francesca Bientinesi, ex assessore al bilancio, turismo, comunicazione e partecipazione, resta una questione politica. «Tutto o niente per non creare un precedente». Ripete le parole con cui è stata liquidata la sua richiesta al sindaco Alessandro Bandini di rivedere il carico delle deleghe. «A parlare non è stato il sindaco – ricostruisce Bientinesi –. Ha chiesto alla capogruppo Patrizia Nobili di farlo riferendo quanto deciso nell’incontro di giunta allargato ai consiglieri di maggioranza. Davanti a me avevo il sindaco, il segretario Pd Roventini e la Nobili».
La puntualizzazione rende il clima: «È una decisione che è stata presa a maggioranza». Altro dato, il direttivo del Pd che si trova ad affrontare la vicenda a giochi pressoché fatti. Quando gli spazi per ricucire si sono consumati. E ci sono già parole spese. Anche con Serena Malfatti. È lei il nuovo assessore in pectore in attesa del prossimo consiglio comunale in cui avverrà la surroga dei consiglieri dimissionari Bientinesi e Marta Viale. È convocato per il 4 giugno alle 9,30 presso la Torre. Viale lascia per gli impegni di lavoro che la trattengono a Milano. Nelle fila della maggioranza entreranno Malfatti e Diego Demi.
L’ex assessore tira le fila. «Se mi si dice tutto o niente vuol dire che non mi si vuole più in giunta. Non ho avuto alternative. Insomma, la scelta non l’ho fatta io ma loro». Le dimissioni sono state formalizzate il 28 maggio. «C’ho riflettuto per un senso di responsabilità verso i cittadini e per gli impegni avviati con gli altri Comuni sul fronte del turismo – dice –. Sarebbe servita più chiarezza in giunta. Non vado via contenta, per me è una sconfitta e quello che ho fatto è stato per l’attaccamento al mio paese. Il mio metodo di lavoro è per obiettivi, sempre condivisi con il sindaco e la giunta, fissando priorità e scadenze. Avevo chiesto un alleggerimento delle deleghe e mi sono sentita rispondere: “Te la prendi troppo, devi lavorare meno”». Richiesta a conoscenza del sindaco e della giunta da novembre dello scorso anno, che Bientinesi dice di «aver più volte rinnovato, con la rassicurazione che si sarebbe trovata una soluzione».
Le dimissioni sono in tronco, lascia l’assessorato e anche il seggio in consiglio comunale. «Il sindaco mi ha offerto il suo aiuto per il bilancio, ma avrebbe voluto che mantenessi io la delega, sempre per non creare un precedente», sottolinea. E si lascia scappare una domanda: «Quanto posso fidarmi delle persone che mi trovo davanti se i fatti dimostrano tutt’altro rispetto alle parole?». Nell’addio, con i ringraziamenti ai cittadini e al personale con cui ha condiviso i due anni di vita amministrativa, c’è la risposta di Bientinesi. (m.m.)
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