Sicurezza
Cantieri sul Fine, già spesi 8,5 milioni
Iter avviato nel ’93 dopo un’esondazione del fiume, l’assessore Pia: «Incassati anche due milioni da Roselectra»
ROSIGNANO. Fino ad oggi sono costati 8 milioni e mezzo di euro i lavori lungo il Fine per la messa in sicurezza dell'abitato di Vada, dello stabilimento Solvay, della ferrovia Tirrenica e della Variante Aurelia.
Tutto ha avuto inizio l'8 novembre del 1993 quando, dopo giorni di pioggia, il Fine straripò dagli argini allagando gran parte dello stabilimento Solvay e l'abitato di Vada. L'onda di piena, che costrinse alcune famiglie ad abbandonare le abitazioni, soprattutto al villaggio Fanfani, arrivò tra le 12,30 e le 14.
Il paesaggio mutò completamente: bloccate strade e la linea ferroviaria. Da qui inizia il lungo iter che ha portato, nel 2010, ad un accordo di programma tra ministero dell'Ambiente e Regione Toscana e ad un primo stanziamento di 3milioni e 40mila euro. Una cifra finalizzata alla programmazione di interventi ritenuti urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio geologico.
«I lavori - spiega l'assessore all'urbanistica e al territorio Margherita Pia - proseguono a ritmo serrato, per questo speriamo di riaprire la via Aurelia anche prima del previsto. Sono stati eseguiti interventi a protezione dell'abitato di Vada, della Solvay, della ferrovia e della Variante. Nel 2004 fu finanziato il primo lotto di in progetto globale redatto per conto di Roselectra Spa e Solvay come adempimento alle prescrizioni relative all'installazione e esercizio della Turbogas. Oltre alla progettazione era stato previsto a carico di Roselectra e Solvay, anche un contributo di due milioni di euro che Roselectra doveva versare al Comune di Rosignano al momento dell'inizio di tutto l'intervento». Una somma che si è andata ad aggiungere agli oltre tre milioni di euro previsti dall'accordo di programma tra Regione e Ministero «e che è servita ad iniziare a lavorare al progetto definitivo. Successivamente il presidente della Regione Enrico Rossi è subentrato al commissario straordinario per le opere idrogeologiche e con l'ordinanza del dicembre 2015 ha disposto di avvalersi di Rfi Spa per la progettazione ed esecuzione delle opere comprendenti anche tutti i lavori per l'ampliamento della sezione idraulica, gli attraversamenti del Fine sia sulla ferrovia che sulla via Aurelia comprese le arginature».
I primi interventi, come si ricorderà, hanno riguardato la bonifica bellica della zona con lo spostamento delle tubazioni Ineos.
«Tutto l'iter che dura dal 2010 - spiega Margherita Pia - formalmente è terminato il 28 dicembre 2015 con la sottoscrizione dell'accordo tra il presidente Rossi, Rfi e il Comune di Rosignano. Da quel momento sono iniziati i lavori veri e propri. Intanto la Regione Toscana ha stanziato in più ancora un milione di euro», arrivando così a un totale di oltre 4 milioni.
«2 milioni e mezzo - prosegue l'assessore - sono stati messi a disposizione da Rfi e due milioni da Roselectra che il Comune ha incassato, dopo una lunga definizione di rapporti, il 23 maggio scorso. Si è trattato di un percorso importante - conclude Margherita Pia - che sta portano buoni risultati e che dovrà proseguire con il secondo stralcio di interventi di natura minore. Per questo devo ringraziare i miei collaboratori e, in particolare gli ingegneri Immorali e Ceccanti».
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