La protesta
Area costiera, lo sviluppo si chiama Terre etrusche
Presentato lo studio di fattibilità che punta a un piano strategico per 20 Comuni L’architetto Casolari: «L’obiettivo è uno strumento per attrarre investimenti»
CECINA. Un’idea di sviluppo condiviso. È quanto propone lo studio di fattibilità “Terre etrusche”. Venti i Comuni coinvolti, tra l’Alta e Bassa Val di Cecina e la Val di Cornia. Il tutto per una sfida che si misura nel concreto. Trovare una visione condivisa e iniziare a parlare uno stesso linguaggio. Oltre i campanili e le visioni che non riescono a traguardare oltre i confini amministrativi. L’esempio di quanto ce ne sia necessità è a pochi chilometri di distanza dal Comune vecchio dove ieri pomeriggio è stato presentato il percorso promosso da Anci Toscana in collaborazione con il Consiglio regionale e il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra. Alla Mazzanta c’è la prova del nove. Qui si dovrebbero incontrare le piste ciclabili che muovono da Cecina e Rosignano. Per chi pedala il cambio di confine amministrativo è segnalato dall’assurdo di un cambio obbligato di corsia. Per chi arriva da Cecina la pista è sulla destra. Da Rosignano si trova sul lato sinistro della strada.
L’impianto di questa visione è curato dall’architetto Massimo Casolari. «Si tratta di uno studio di fattibilità per un territorio che può essere considerato un’area vasta – dice –. L’obiettivo è di accendere i riflettori su quelle polarità non espresse per una migliore capacità di attrarre investimenti. Ormai è dalla collaborazione tra pubblico e privato che possono arrivare le risorse per dare corpo a la realizzazione di servizi e attività che oltre a creare opportunità di lavoro e attrarre flussi turistici finiscono per migliorare la qualità della vita anche dei residenti». Tradotto: una pianificazione strategica di area vasta capace di mettere in evidenza i punti di forza e le criticità della Val di Cecina e della Val di Cornia per ottenere delle linee guida in grado di orientare per i prossimi 15 anni lo sviluppo dei territori. «Un arco temporale che consente anche di proporre i progetti nell’ambito dei Fondi comunitari», sottolinea l’architetto Casolari. Che aggiunge: «Si parte dai flussi turistici perché sono capaci di mettere in luce le aree dove è possibile raggiungere una massa critica capace di stimolare l’iniziativa privata. Per esempio, un centro sportivo ha senso dove c’è un significativo potenziale di fruitori».
Lo scoglio, dato lo studio di fattibilità, sarà la stesura del piano strategico dove si scenderà nel dettaglio: che cosa fare in ogni Comune. «Gli interessi in gioco vanno oltre il campanile, che invece viene valorizzato come specifica identità». Ci sono già delle indicazioni di massima? «I problemi sono quelli segnalati da sempre, a cominciare dalla rete infrastrutturale. Quella che con questo metodo viene superata è la logica dell’ognuno per sé».
Ad introdurre la presentazione il sindaco di Cecina Samuele Lippi e il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra Augusto Mugellini. A seguire gli interventi della deputata Maria Grazia Rocchi e del consigliere regionale Gianni Anselmi, presidente della Seconda commissione, quella che ha tra le deleghe lo sviluppo economico e rurale della Toscana. «Val di Cecina, Val di Cornia e continuo a pensare anche la Val di Pecora e le Colline Metallifere possono immaginarsi insieme – dice Anselmi –, nel turismo integrato, nell’agricoltura, nelle complementarietà della manifatturiera».
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