Italia
Un esposto in procura per la fuga di gas alla Ecomar
Vada, il comitato dei Polveroni ha organizzato una petizione per chiedere chiarezza sull’incidente avvenuto all’interno dell’azienda lo scorso 11 aprile
VADA. A giorni presenteranno un esposto alla procura della Repubblica. Lo scopo? Far avviare un'indagine sull'incidente dell'11 aprile scorso all'Ecomar di Vada. Quando una reazione chimica incontrollata sprigionò gas tossico nell'aria. Su quell'esposto ci saranno le firme di almeno 50 residenti dei Polveroni, tutti presenti all'assemblea organizzata il 24 maggio presso il ristorante Fratelli Catarsi. Forse ne raccoglierà ancora altre prima che l'avvocato Roberto Nuti invii il documento all'ufficio competente di Livorno. Non solo, il comitato dei cittadini, che alcuni anni fa si oppose al progetto di raddoppio dell'azienda specializzata nel trattamento di rifiuti industriali, ha preparato un documento con almeno sette precise richieste, la più importante delle quali è sicuramente lo spostamento del sito industriale fuori dalla zona residenziale dei Polveroni. Il comitato si è messo a lavoro e promette una battaglia serrata, pronto a rivolgersi a tutte le autorità competenti per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini.
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A coordinare questa fase, così come la riunione del 24 maggio, ci sono Augusto Ferretti Menconi e Riccardo Pozzi. «L'assemblea di stasera è un primo passo per andare fino in fondo all'incidente dell'11 aprile scorso. Dobbiamo salvaguardare il diritto alla salute di tanti cittadini - hanno spiegato i responsabili del comitato -. La zona dei Polveroni viene classificata come tessuto urbanistico residenziale e anche il regolamento urbanistico parla di rilocalizzazione per l'insediamento industriale. In otto anni, però, non è stato fatto nulla per lo spostamento, anzi, nel 2014 la Provincia ha rinnovato i permessi per altri sei anni ad Ecomar».
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Come detto a giorni l'avvocato Roberto Nuti invierà un esposto alla procura della Repubblica di Livorno per chiedere l'avvio di un indagine sull'incidente. Mentre il comitato ha fissato nell'assemblea del 24 maggio sette richieste. La prima è che la concessione di nuovi permessi per la ripresa dell'attività industriale venga collegata ad un piano preciso per la ricollocazione dell'impianto in una zona non urbanizzata. Poi i cittadini vogliono limitare i prodotti tossici trattati dentro Ecomar e far condurre un esame accurato e una bonifica finalizzata alla dismissione. Si chiede, poi, che fin da subito inizi l'opera di demolizione dei serbatoi ex Petrobenz non utilizzati. «Vogliano, poi, incontrare le autorità e amministrazioni competenti - aggiungono i rappresentanti del comitato -. Sindaco, amministrazione comunale e regionale, prefetto di Livorno. Loro si dovranno impegnare ad aprire e mantenere un canale di comunicazione con la popolazione dei Polveroni e tenerla informata sull'evoluzione della situazione. Ci riserviamo, infine, di adire per vie legali per la difesa del nostro diritto alla salute e la salvaguardia dei nostri legittimi interessi».
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