Il Tirreno

scontro sulla cultura

«Ma Cecina non parte da zero»

Riccucci (Sinistra) attacca Gentili: non basta la dimensione locale

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CECINA. È scontro sulla cultura: il coordinamento della Bassa Val di Cecina della Sinistra italiana attacca il consigliere Massimo Gentili. In una nota di Giovanni Riccucci, si afferma che «quando Gentili parla di anno zero per la cultura cecinese forse non si rende bene conto che così offende gravemente decenni di investimenti e attività portate avanti dalle diverse amministrazioni ed associazioni». Insomma, «se oggi Cecina vive anche sul piano culturale della ricchezza di molte energie locali perlomeno Gentili dovrebbe dare atto che "qualcuno" ha lavorato, nel tempo, per creare un terreno fertile». La Sinistra si riferisce «in particolare alla crescita esponenziale dei gruppi musicali, ma anche nel teatro per i grandi nomi che sono passati dalle rassegne come Beat e Summerbeat e successivamente Music Park e i vari cartelloni teatrali e dallo stesso Meeting antirazzista: Joe Zawinul, Brian Auger, Paolo Fresu, Kenny Wheeler, Roberto Gatto ,Gino Paoli, Danilo Rea , Miriam Makeba, Battiato, Frank Gambale, Dave Holland, Ares Tavolazzi, Stefano Bollani, Banco Mutuo Soccorso... Caterina Guzzanti, Rocco Papaleo, Arnaldo Foà, Umberto Orsini...»

«La meraviglia - aggiunge Riccucci - è solo nostra che non ci rendiamo conto come il presidente della commissione cultura sia una persona che non conosce neppure la vita culturale di questo comune. È certamente condivisibile l'idea di dare spazio e visibilità alle innumerevoli ed importanti energie locali ma è altrettanto vero che pensare di trovare in loco tutte le risposte culturali necessarie ad interpretare una società sempre più complessa e contraddittoria è perlomeno autoreferenziale se non presuntuoso. Se la cultura, è l'investimento più importante per creare gli anticorpi contro i rinascenti fenomeni d'intolleranza religiosa e/o razziale crediamo che chiudersi in una dimensione strettamente localistica sia un grave errore. Caro Gentili, Cecina non è Kabul e non c'è nessun anno zero con una pseudo "età dell'oro" alle porte - dice Riccucci - Cecina ha il dovere d'interrogarsi anche sul piano culturale sul suo futuro e partendo dalla ricchezza delle proprie realtà locali (che giustamente devono essere valorizzate) deve aprirsi al mondo senza paure non buttando via quel patrimonio di conoscenza e ricchezza che si è costruito negli anni.

«Non capiamo quindi (o meglio è fin troppo evidente) a cosa mira questo programma di spettacolazione proposto da questa amministrazione comunale, sicuramente non nell'interesse collettivo della nostra comunità».

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