Il Tirreno

il caso nomine

Asa, i Civici chiedono trasparenza

Lucibello Piani: «I sindaci dovrebbero relazionare nei consigli»

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CECINA. «Succede ancora una volta che nei consigli comunali di Cecina e della quasi sciolta Unione dei Colli marittimi pisani i sindaci facciano calare una cortina fumogena che tutto nasconde con la complicità dei presidenti dei consigli». È quanto sostiene Alessandro Lucibello Piani dei Movimenti civici dell’Unione dei Colli marittimi pisani in merito al rinnovo dei rappresentanti nelle partecipate. Nomine che investono il gestore del servizio idrico Asa.

«Due anni fa fu approvata all’unanimità in entrambi i consigli una nostra mozione che impegnava i sindaci a relazionare il consiglio sulle loro intenzioni di nomina nelle partecipate – dice Lucibello Piani –. A pochi giorni dall’assemblea dei soci Asa chiamata a rinnovare gli organi amministrativa i sindaci si sono rifiutati di illustrare le loro intenzioni». E prosegue: «La questione non è solo formale o legata al principio della trasparenza nella gestione della cosa pubblica, evidentemente il tema dell’acqua pubblica imbarazza il Pd oltremodo. Ricordiamo che due anni fa il Pd ha perso il controllo di Livorno, Comune che detiene la maggioranza delle quote pubbliche di Asa. Malgrado ciò i sindaci del Pd hanno ritenuto legittimo escludere il nuovo sindaco Nogarin da Asa mantenendo il controllo totale del consiglio di sorveglianza e del rappresentante pubblico nel consiglio di gestione in spregio a qualunque logica di corretta e democratica rappresentanza. Hanno quindi continuato a gestire Asa da soli con il socio privato, almeno fino ad oggi». Per l’esponente d’opposizione: «Non contenti di questo hanno accettato o più probabilmente spinto il socio privato Iren, una multiutility quotata in borsa che grava sempre in area Pd, a presentare una proposta di aumento di capitale che in realtà è un finanziamento che frutta interessi ad Iren».

Iren insieme al Pd, «dopo aver deciso che servono nuove risorse, indica come condizione la modifica dello Statuto sociale di Asa con l’esclusione dei nostri comuni dalla gestione, persino le attività di controllo sarebbero drasticamente ridotte a una mera parvenza, di fatto sarebbe una totale privatizzazione con la conseguente svalutazione delle quote di maggioranza rimaste formalmente in mano pubblica. Anche i tempi di questa proposta appaiono alquanto ambigui. Con l’approvazione del bilancio 2015 avvenuta la settimana scorsa, sia i membri del consiglio di gestione che quello di sorveglianza sono formalmente decaduti e Asa dovrebbe rinnovare le cariche al più presto».

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