Sicurezza
Multe per 5mila euro al centro profughi Irregolarità nella mensa
CASCINA. Non è stata senza conseguenze l’ispezione dei carabinieri del Nas di Livorno nell’agriturismo La Tinaia che accoglie 32 profughi richiedenti asilo, la maggior parte in Italia da alcuni mesi....
CASCINA. Non è stata senza conseguenze l’ispezione dei carabinieri del Nas di Livorno nell’agriturismo La Tinaia che accoglie 32 profughi richiedenti asilo, la maggior parte in Italia da alcuni mesi. E soprattutto guai in vista per Cesare Merciai, imprenditore originario di Viareggio e residente a Campiglia Marittima, legale rappresentante della società “Gestioni Immobili” che ha sede a Castagneto Carducci e che si è aggiudicata la gara di appalto della prefettura di Pisa per l’accoglienza dei migranti. La società che si occupa della gestione si trova ora a dover pagare due sanzioni per circa 5mila euro complessive.
Della struttura parla un gran bene chi l’ha trasformata in centro di accoglienza in fretta e furia. Ma non è tutto oro quel che luccica. E alla fine dai controlli effettuati in questi giorni dai carabinieri, dopo un esposto presentato dal consigliere comunale e candidato a sindaco Michele Parrini (Lista civica Progetto Cascina) è emerso che non tutte le autorizzazioni sono al posto giusto. In particolare la cucina, come avevamo scritto anche nei giorni scorsi, non ha i requisiti richiesti. E da quello che è trapelato, nella gara per l’accoglienza il servizio di refezione per gli ospiti risulta a carico di aziende esterne. Invece nell’agriturismo è stata aperta una cucina che funziona da mensa con tanto di dispensa per le esigenze di 32 persone e dei lavoratori che seguono i migranti.
Ma per aprire la mensa avrebbe dovuto essere richiesta un’autorizzazione all’Asl o comunque doveva esserci una comunicazione agli uffici comunali, cosa che non risulta.
Il Nas ha evidenziato altre carenze nella struttura di cui ha informato, come previsto, l’Asl Nord Ovest di Pisa che dovrà adottare - e anche di questo nei giorni scorsi avevamo dato notizia - i provvedimenti necessari per chiudere la mensa fino a quando non saranno superati i problemi anche di carattere igienico sanitario.
Dopo il primo sopralluogo, Merciai aveva ammesso al nostro giornale che nella cucina erano stati riscontrati alcuni problemi facilmente risolvibili. Ora si parla di tracce di infiltrazioni d’acqua piovana e di sporco diffuso, oltre che di parti di intonaco da sistemare.
Ieri i carabinieri sono tornati alla Tinaia. L’esposto il consigliere comunale lo aveva indirizzato non solo all’Arma, ma anche all’Asl e alla Procura oltre che alla Prefettura e al Comune. Il consigliere Parrini, evidentemente, aveva avuto alcune dritte giuste, i primi riscontri gli danno ragione.
Anche la cooperativa Xenia di cui è presidente Mauro Andreini, ex socio di Merciai, era interessata alla gestione della Tinaia.
«Dopo numerosi incontri con Chiara Sarra si giunse ad un accordo in tutti i suoi dettagli. Improvvisamente la signora Sarra si rese irreperibile - dice Andreini - quando la nostra amministratrice finalmente riuscì a contattarla, ricevette solo degli improperi e la storia inspiegabilmente finì così. Più tardi venimmo a sapere che la proprietà aveva firmato un contratto con Gestione Immobili. È inutile dire che noi di Xenia siamo rimasti interdetti».
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