Sicurezza
Come cambia il mercato, specchio di cultura e società
CECINA. Mercato, in tutto il mondo, è sinonimo di varietà, di suoni e odori, e di incontri con l'altro. Questo luogo nella nostra epoca si è trasformato completamente: non rappresenta più la società...
CECINA. Mercato, in tutto il mondo, è sinonimo di varietà, di suoni e odori, e di incontri con l'altro. Questo luogo nella nostra epoca si è trasformato completamente: non rappresenta più la società occidentale di qualche decennio fa, bensì il mondo cosmopolita di oggi. È curioso scoprire come i commercianti si rapportino a questo cambiamento. Ancora più interessante, forse, è notare come coloro che fanno questo lavoro da molti anni si siano rapportati ad una concorrenza commerciale frutto della globalizzazione. Passeggiando nell'intreccio delle varie vie del mercato cecinese, ci siamo fermate a parlare con qualche commerciante per chiedere come viva il proprio lavoro. Come è facile immaginare, si tratta di una scelta di vita molto faticosa fisicamente così come mentalmente: svegliarsi all'alba con il caldo asfissiante o con la pioggia e il vento, montare, allestire, seguire la vendita con attenzione e prontezza, per poi smontare il tutto a fine giornata e ripartire. Infatti se il lavoro di dipendente, per molti aspetti, è opprimente e monotono, quello del libero professionista è pieno di pensieri: le tasse da pagare, l'introito giornaliero, gli acquisti da fare. C'è qualcosa che lega tutti i commercianti: la passione per il loro lavoro, il contatto con il pubblico e con gli altri lavoratori che non sono mai gli stessi, il dover essere creativi per soddisfare le varie richieste. Un venditore di salumi, in particolare, ha colpito la nostra attenzione: egli, oltre ad essere un commerciante, è anche un produttore; ci ha raccontato che ciò che ama è il riuscire a trattare la materia, che resta la stessa, in modo da reinventarla così da stimolare il gusto sempre curioso delle persone. I clienti negli ultimi anni sono diventati esigenti rispetto al passato, forse proprio a causa della crisi economica che ha colpito il nostro Paese e della maggiore offerta e varietà dei prodotti. Accontentare diventa più difficile e il lavoro di conseguenza risulta essere meno piacevole e soddisfacente: contribuisce il fatto che il commerciante, se in precedenza sceglieva il prodotto bello, di buona qualità, adesso è costretto a cercare un compromesso nell'ottica di accontentare il cliente che vuole spendere il meno possibile.
Ciò che ha determinato una maggiore insoddisfazione in molti commercianti è il cambiamento della clientela: essa non è più formata soltanto da persone del paese ma soprattutto da gente di passaggio e, per questo, non è più possibile instaurare un contatto diretto e continuo con loro. Non solo la clientela è di passaggio, ma anche molti commercianti provengono da paesi esteri dove il mercato è vissuto come un'entità socio-culturale molto diversa dalla nostra ma con lo stesso fine: il riscontro economico. In particolare due commercianti di origine marocchina ci hanno raccontato, attraverso i loro ricordi di bambini, i mercati del loro paese di origine. Essi, colorati dalla curcuma, dalla cannella, dalla paprica, dallo zafferano e dal prezzemolo, dai lunghi vestiti delle donne, dai prodotti artigianali sono sicuramente più vivaci dei nostri.
Irene Corda
Sara Cavallini (4ª C Sci)
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