Sicurezza
Sfratto alla Grillandini: ultimatum del tribunale
Castiglioncello, rinviata la procedura esecutiva per gli anziani della casa di riposo. Già trasferiti dieci ospiti, gli ultimi sei dovranno lasciare l’immobile entro il 4 luglio
CASTIGLIONCELLO. Rinvio dello sfratto esecutivo, anche se questo sarà l'ultimo: il 4 luglio gli anziani della casa di riposo Grillandini di Castiglioncello rischiano di essere portati via in maniera coatta. Il 23 maggio, giorno fissato dal tribunale di Livorno per lo sfratto esecutivo, non c'è stato bisogno di arrivare a tanto. Anche se i momenti di tensione, in particolare tra alcuni parenti degli ospiti, gli avvocati e il gestore della struttura non sono mancati. Al termine di una giornata convulsa, iniziata anche con un presidio e dei cartelli di protesta dei dipendenti della casa di riposo, all'interno della residenza sono rimasti sei anziani dei sedici presenti fino a pochi giorni fa. I parenti, con il supporto dell'Asl e degli assistenti sociali, avranno tempo fino al 4 luglio per trovare un'altra sistemazione dei loro cari. Con la diffida ufficiale da parte del tribunale a Tiziana Franchi, titolare della società Orchidea Bianca sas che gestisce la casa di riposo, di far entrare altri ospiti nella struttura privata di Castiglioncello in questo periodo.
Dettaglio non trascurabile perché una persona di Cascina ha firmato un contratto con l'Orchidea Bianca il 10 maggio scorso per ospitare la madre, appena 13 giorni prima lo sfratto esecutivo. Il tutto in mezzo ad una battaglia legale tra la proprietà, la Carefin immobiliare Srl di Pomarance difesa dall'avvocato Francesco Villani, e l'Orchidea Bianca sas di Rosignano Marittimo difesa dagli avvocati Riccardo Biagioni e Pietro Deri dello studio legale Vatteroni.
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La vicenda è delicata. Ci sono sedici anziani, molti dei quali gravemente malati e non autosufficienti, sotto sfratto. La società che gestisce la casa di riposto Grillandini di Castiglioncello, l'Orchidea Sas di Tiziana Franchi, ha un contratto di affitto scaduto nel 2011 e una prima sentenza di sfratto del febbraio 2015. Fino al 10 maggio scorso, però, si firmano contratti per l'accoglienza di nuovi pazienti. Il 23 maggio, però, il tribunale fissa lo sfratto esecutivo, già rinviato l'11 aprile scorso. Ieri mattina arrivano alle 8 i parenti degli anziani ospiti, molti dei quali hanno saputo dello sfratto soltanto pochi giorni fa. Subito dopo entrano nella Grillandini due ufficiali giudiziari, gli avvocati delle parti, i carabinieri, la polizia, gli assistenti sociali e i dipendenti Asl. Più tardi il Comune di Rosignano con il suo ufficio sociale.
Due anziani vengono trasferiti con i mezzi della Croce Rossa di Rosignano in altre due strutture, per gli altri si apre un braccio di ferro. Da un lato Tiziana Franchi con i suoi legali, i dipendenti della casa di riposo e almeno i parenti di sei ospiti, dall’altra gli ufficiali giudiziari che devono far eseguire una sentenza e l’avvocato Villani della proprietà. Le trattative sono serrate per evitare una vera e propria “rimozione” coatta. Anche con il supporto dei mezzi della Pubblica Assistenza di Rosignano, oltre all’intervento delle famiglie, altri otto ospiti lasciano la casa di riposo nel pomeriggio. L’avvocato Villani, dopo una riunione fiume, conferma la volontà della proprietà di far eseguire la sentenza. I parenti si oppongono e chiedono tempo, supportati anche da Tiziana Franchi. L’accordo viene raggiunto a metà pomeriggio: un rinvio fino al 4 luglio, poi la casa di riposo sarà chiusa e i suoi ospiti dovranno trasferirsi.
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