Sicurezza
Silenzio e lacrime una comunità unita per l’addio a Danilo
Corteo di 500 persone per salutare l’uomo morto a Chioma «Siamo sconvolti, la tragedia ha spezzato il filo che ci univa»
NIBBIAIA. Lo hanno accompagnato dalla piazza del paese, dove fin da bambini si ritrovavano per trascorrere lunghi pomeriggi insieme, fino al cimitero di Nibbiaia. Gli amici hanno salutato così, ieri, Danilo Giacomelli, l'uomo morto sulla scogliera di Chioma il 18 maggio scorso.
Lo hanno portato in spalla seguiti da un lungo corteo di oltre 500 persone. «Danilo è nato e cresciuto qui a Nibbiaia come tutti noi - ha detto un gruppo di amici -. Anche se non ci vedevamo per tanto tempo per impegni di lavoro o familiari, quando capitava di incrociarsi in paese era come non fosse passato un giorno dalla nostra adolescenza. Siamo tutti legati da un filo e dopo questa disgrazia questo filo si è spezzato per sempre».
Un grande lavoratore. «Uno di quelli che fino a che non ha portato a termine il suo compito non torna a casa. Sempre disponibile, mai una parola fuori posto. Sapeva fare bene il suo lavoro. Siamo sconvolti». Hanno detto alcuni colleghi.
Un dolore composto quello della famiglia, con i genitori e il fratello pochi passi più indietro dal feretro di Danilo.
E tutti i familiari e gli amici che si sono uniti in un silenzio carico di emozione, ricordando quel giovane uomo che amava la vita e voleva una famiglia.
«Quando eravamo dei ragazzini non c’erano i cellulari e ci ritrovavamo tutti in piazza - hanno detto con la voce rotta dal pianto dei coetanei -. Pensare a quante piccole bravate che abbiamo fatto, come andare in motorino lungo le strade del paese in modo un po’ spericolato. Erano giorni spensierati, amicizie genuine, non ci sappiamo spiegare perché sia successa una tragedia del genere».
A Nibbiaia non si è tenuto un funerale, ma una breve cerimonia in quel piccolo cimitero che non riusciva a contenere tutte le persone che conoscevano Danilo che lo hanno voluto salutare. Distrutta anche la sua compagna, sorretta da due donne e poi vicina alla bara del fidanzato.
Per accompagnare l’uomo scomparso mercoledì scorso anche le parole e la benedizione di Don Paolo Porciani. Poi solo silenzio, lacrime e tantissime corone di fiori disposte vicino alla bara.
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