Sicurezza
Prove di comune unico a partire dalla cultura
Cecina, al convegno di Fare Europa il sindaco di Rosignano Franchi lancia la proposta. I primi progetti a partire da biblioteche, archeologia, teatro, arti visive e scuole
CECINA. Al circolo Pd Guido Rossa l’incontro promosso da Fare Europa, con Antonio Costantino che introduceva ha visto la partecipazione dei vertici amministrativi della zona, tanto che il sindaco di Rosignano, Alessandro Franchi, ha affermato come suo disegno «la prospettiva di un Comune unico di zona comprensivo dell’area territoriale della Valdicecina» . E a partire di un tema, quello della cultura, non sempre così mobilitante per i sindaci. Invece dopo la relazione di Francesco Bozolo che invitava alla interconnessione dei vari territori al fine di promuovere meglio le attività culturali, questa volta i sindaci non si sono tirati indietro, anzi hanno colto l’occasione per individuare carenze, ritardi, e per azzardare scommesse sulla rinnovata capacità di «andare oltre gli steccati municipali – come aveva indicato Costantino anche per qualificare con la cultura – un classico tema della sinistra».
Quali i campi in cui muoversi più speditamente e concretamente? Bozolo aveva indicato insieme alle arti visive e figurative l’area archeo ed Alessandra Meini aveva sottolineato il rilievo che «il patrimonio dei beni culturali può assumere di concerto con l’arte contemporanea». Lo storico Ilio Nencini raccomandava di non dimenticare che ci troviamo «nel 150º anniversario della fondazione del teatro cecinese dedicato ad Aulo Cecina» come mezzo per la valorizzazione dei patrimoni culturali locali, mentre Paolo Rotelli proponeva anche in prospettiva europea la conquista pubblica del teatro Solvay e la valorizzazione di iniziative come quella di Metodifestival a suo tempo ospite del castello Pasquini di Castiglioncello.
Era la volta del cecinese vicesindaco Salvini che di fronte a quello che ha definito come «storicamente violentato in varie fasi» il territorio della Valdicecina, gli amministratori di questa zona hanno un compito ineludibile: «la ricerca di una identità culturale deve far parte di un piano strategico dei sindaci». Dunque un focus della cultura per «uscire dall’era degli artifici». Non sarebbe più tempo di far finta di organizzare progetti intercomunali per privilegiare invece misure di campanile.
Su questo aspetto intervenivano efficacemente il sindaco di Bibbona Massimo Fedeli ed anche Simona Fedeli, sindaco di Montescudaio, la quale definiva «barbari»alcuni amministratori poco inclini al dialogo. Ma a questo punto il sindaco di Rosignano, Alessandro Franchi, nel mentre ammetteva la crisi dell’esperienza di Armunia come ente territoriale, rivendicava i passi avanti già compiuti verso la collaborazione tra Comuni. Anzi la «prospettiva – affermava – potrebbe essere quella di fondere in un solo grande Comune tutte le realtà territoriali da Rosignano a Castagneto, comprensive delle municipalità pisane della Valdicecina».
Insomma circa 80.000 abitanti in un solo grande Comune in grado di coordinare servizi, cultura, economia, socialità. Un disegno ambizioso che Franchi per il momento vorrebbe vederne almeno l’inizio e la volontà facendo marciare ciò che è già possibile: biblioteche, archeo, teatro, arti visive, scuole. Fornivano infine un contributo vari esponenti delle attività culturali locali, presidenze Cosmo, Artimbanco, Punto d’Incontro.
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