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Caso Bayahibe, prosegue il braccio di ferro legale

SAN VINCENZO. Altro giro, altro ricorso. L’ennesimo. La vicenda dello stabilimento balneare Bayahibe di via del Tirreno a San Vincenzo è dibattuta nei tribunali amministrativi (e con risvolti che...

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SAN VINCENZO. Altro giro, altro ricorso. L’ennesimo. La vicenda dello stabilimento balneare Bayahibe di via del Tirreno a San Vincenzo è dibattuta nei tribunali amministrativi (e con risvolti che concernono anche il lato penale) dal 2008. Questa volta è il Comune di San Vincenzo a resistere in giudizio davanti al Consiglio di Stato avverso il ricorso per ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato stesso.

Nell’ultima sentenza del 14 dicembre 2015, la quarta sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Condominio Belmare e di Maria Grazia Petrioli in Cellini avverso la sentenza del Tar 439 del 2009, con il conseguente suo annullamento e dichiarando improcedibili e infondati nel merito gli altri tre appelli riuniti. Il 22 marzo scorso la giunta sanvincenzina ha deciso di promuovere un ricorso per la revocazione della sentenza del Consiglio di Stato, ravvisando la sussistenza di un’ipotesi di errore di fatto, mentre il Condominio e Alessandro Malandrini hanno presentato ricorso per ottemperanza il 27 aprile 2016, col quale si chiede al Consiglio di Stato di ordinare al Comune l’ottemperanza alla sentenza del 14 dicembre 2015.

Secondo il Comune, il presupposto giuridico per promuovere un giudizio di ottemperanza è che si debba conseguire l’attuazione di una sentenza dell’autorità giudiziaria amministrativa passata in giudicato, ma che la sentenza del Consiglio di Stato non può essere considerata passata in giudicato. Per l’ente, le argomentazioni che hanno indotto ad adire il Consiglio di Stato con il ricorso per revocazione giustificano una costituzione in giudizio tesa a resistere avverso la richiesta di ottemperanza. La sentenza del 14 dicembre ha imposto la demolizione della struttura, annullato il permesso a costruire rilasciato nel 2008 e a cascata tutti gli altri motivi della contesa a partire dai lavori sulla spiaggia. Il 17 febbraio scorso gli inquilini del Belmare, tramite il loro legale, hanno diffidato Comune, Regione e Procura ad ottemperare proprio alla sentenza del Consiglio di Stato. La lettera conteneva un esposto alla Regione e alla Soprintendenza a vigilare ed eventualmente intervenire direttamente sostituendosi al Comune di San Vincenzo. Il Condominio ha presentato il 19 aprile ricorso per ottemperanza contro il Ministero per i Beni culturali, la Soprintendenza di Pisa, il Comune di San Vincenzo e la società Acquachiara, proprietaria del manufatto.

Paolo Federighi

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