Il Tirreno

Quel lungo “silenzio” sul profilo Facebook

Quel lungo “silenzio” sul profilo Facebook

Gli inquirenti analizzano anche l’attività della vittima, che da due mesi non comunicava più sui social

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CASTIGLIONCELLO. Sono tante le immagini felici che Danilo Giacomelli aveva postato sul suo profilo Facebook. Solo nel mese di marzo sono decine i post, quasi tutti insieme alla fidanzata.

Spaccati di una vita quotidiana felice e serena. La casa di Nibbiaia e i lavori per sistemare il tetto, le passeggiate sul mare e una vita di coppia come tante altre. In due post ravvicinati la fidanzata scrive per lui parole d'amore. «Il destino è quando incontri una persona che non stavi cercando per poi renderti conto che non hai mai desiderato nient'altro di meglio al mondo». È il 29 marzo, due giorni dopo la donna posta un'altra foto del compagno. «Il tuo sorriso, la mia vita». Dal 31 marzo, però, il buio totale. Nessuna foto, nessun messaggio, nessuna risposta agli amici. Dal volto sereno e sorridente del 31 marzo si passa al messaggio di un parente il 19 maggio, il giorno dopo la sua morte. «Non riesco a crederci, non ora e non in quel modo e in quel luogo. Sembrava felice e progettava una famiglia sua. Il giorno prima giocava allegramente con le sue nipotine. Non ha lasciato un messaggio, non ha dato alcun segno di squilibrio. Aveva un buon lavoro ed era innamorato. Forse una disgrazia, un litigio con qualcuno finito in tragedia. Non so cosa pensare. Resta l'amarezza e lo strazio per aver perso un bravo ragazzo amato dalla sua famiglia e da tantissimi amici».

Perché quasi due mesi di vuoto? Anche su questo aspetto i carabinieri stanno cercando di ricostruire quanto accaduto il 18 maggio scorso. Così come verranno passati al setaccio dagli inquirenti anche i vari messaggi privati che Giacomelli potrebbe aver scambiato nei due mesi di silenzio. Almeno per quanto riguarda i post pubblici. Può capitare, certo, di non essere particolarmente attivi, per motivi di lavoro o personali, sui social network. Ma il vuoto ha attirato l’attenzione dei carabinieri. Un ulteriore spunto di indagine che andrà incrociato con quelli, davvero tanti, raccolti dai carabinieri nelle ore immediatamente successive all’incidente mortale.

Gli amici di Nibbiaia, giunti poco dopo il ritrovamento del cadavere, fin dall’inizio hanno sottolineato come Giacomelli avesse superato momenti difficili a livello lavorativo in passato, mentre adesso l’uomo sembrava sereno.(ale.bie.)

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