Attenzione
Interrogazione in consiglio sul box della segretaria Pd
Bibbona, l’opposizione segnala alla polizia municipale e chiede un controllo Meini ferma gli agenti: «Controlli e misure già presi in precedenti verifiche»
BIBBONA. Si consuma intorno a un garage la battaglia politica a Bibbona. Quello della segretaria del Pd locale Donella Meini, finito al centro di un controllo della polizia municipale su richiesta dei consiglieri di opposizione di Responsabilità civica, «su impulso dei cittadini della California che da mesi segnalavano presunte irregolarità», dice il capogruppo Massimiliano Rugo. Al punto che il caso si è tradotto anche in un’interrogazione al sindaco.
Si chiede al primo cittadino di portare a conoscenza «dei motivi per i quali la segretaria del partito di maggioranza si e rifiutata di fare eseguire dall’autorità preposta, un banale accertamento nella propria rimessa». E ancora: «se la sua condotta sia un esempio di trasparenza per la collettività». E se il sindaco «conosce la situazione dell’immobile in questione o se egli vi sia mai stato».
Sul caso Rugo sottolinea che: «Il comportamento assunto dalla segretaria Pd non preannuncia niente di buono atteso che se non avesse avuto nulla da nascondere, avrebbe concesso serenamente alla polizia municipale di esperire le proprie verifiche che tuttavia proseguono sulla base della copiosa documentazione che abbiamo trasmesso nella nostra segnalazione».
Meini non ha dubbi: «Questa non è politica». Ma non si tira indietro alla richiesta di fare chiarezza sull’accaduto. «Ho acconsentito a che il controllo fosse svolto sulla parte esterna della mia proprietà, ma alla richiesta di entrare nel mio garage per appurare se ci fosse un uso improprio ho esposto un legittimo rifiuto – afferma –. E questo non certo per nascondere chissà quali incredibili magagne, anzi. Nessuno mette in dubbio l’importanza della soppressione di tutti i reati, anche quelli amministrativi. Ma esiste anche una tutela del proprio domicilio, che è considerato “inviolabile” dalla Costituzione. Non a caso il potere ispettivo dei vigili, nell’ambito dell’accertamento di illeciti amministrativi, trova un limite ben preciso nella privata dimora, e non è un caso che per superare quel limite occorra il provvedimento di un magistrato». E conclude: «Il mio diniego, peraltro, era motivato dal fatto che per autorimessa e tettoia avevo già provveduto a fare una sanatoria: controlli misure e quant’altro erano stati già ampiamente presi in precedenti sopralluoghi da parte dei vigili. Dato che non è la prima volta che sulla base di queste “segnalazioni anonime” vengo sottoposta a controllo da parte della polizia municipale, ho ritenuto opportuno tutelare la mia abitazione. È con sorpresa che ho appreso che la vicenda, che ritenevo privata, è stata resa di pubblico dominio dal consigliere Rugo. Mi chiedo anche se un cittadino inizia a fare le segnalazioni anonime per tutte le abitazioni del Comune, i vigili devono fare i controlli a tappeto? E non mi si venga a dire che quello di Rugo è agire politicamente nell’interesse della comunità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
