La manifestazione
Costretto da mesi a vivere in auto
San Vincenzo, l’uomo di 62 anni perso il lavoro conta solo sulla solidarietà dei conoscenti
SAN VINCENZO. Costretto a vivere in auto. L’odissea di un falegname che perso il lavoro ha dovuto lasciare la casa in cui viveva in affitto. «Lo ha fatto prima dello sfratto. Appena si è accorto di non poter più far fronte alle spese ha fatto un passo indietro». A raccontarlo è chi lo conosce e prova a stargli vicino. «Se avesse voluto avrebbe potuto approfittare della situazione». Quel passo ha significato un salto nel buio.
L’uomo era occupato in una falegnameria. Dopo aver perso il lavoro, non ha più potuto pagare l’affitto e si è dovuto arrangiare con quel che ha. Una vecchia auto, che alla sera si trasforma in letto. E che il giorno racchiude tutto quel che resta del suo mondo.
La vita per quest’uomo senza volto è scandita dalla solidarietà di chi ha avuto modo di conoscerlo, da quando si è trasferito a San Vincenzo dalla Campania. C’è chi lo invita a casa per un pasto caldo e chi mette a disposizione il bagno di casa.
«Siamo una rete di persone che cerca di stargli vicino per come possiamo – raccontano –. Quello che ci ha colpito è il contrasto tra la sua dignità e il vuoto in cui è precipitato. Abbiamo bussato a tutte le porte ma nessuno è stato in grado di dare la risposte che ci attendevamo: un tetto per quest’uomo, finito in strada per la colpa di aver perso il lavoro. È una vergogna non riuscire a trovare un posto letto». Qualcosa si è mosso, ma tutti sono stati chiari: non ci sono soluzioni a breve. «Ci hanno risposto che non ci sono posti disponibili – sottolineano –. Ma il guaio è che per chi si trova a vivere in un’auto il tempo è già scaduto. Abbiamo girato tutte le parrocchie, siamo stati alla Caritas e ci siamo rivolti anche al vescovo per riuscire a trovare una sistemazione a quest’uomo, niente di più che un posto letto e dei pasti caldi affinché non sia abbandonato».
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