Finanza
Dall’ospedale allo studio che divide il consiglio
Dibattito in commissione sull’ordine del giorno presentato da Cecina Civica Nel mirino dell’opposizione c’è l’incarico affidato a Federsanità Toscana
CECINA. Novanta minuti. È il lasso di tempo in cui i un cardiochirurgo deve intervenire sulle arterie coronarie in caso di infarto per garantire la massima efficacia. Ed è su questo che il sindaco di Cecina Lippi gioca la sua partita. Nella zona nord, tra Livorno e Pisa, ci sono tre sale di emodinamica, mentre la zona sud della provincia è sfornita. E per trovarne un’altra bisogna scendere fino a Grosseto. C’è anche questo nello studio che le Società della salute della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia hanno commissionato a Federsanità Toscana. Saranno i dati a mettere in luce le garanzie di accesso alle cure per patologie tempo dipendenti, qual è l’infarto. Nel frattempo, sull’affidamento dell’incarico al soggetto pubblico della galassia Anci, partecipato dalle Azienda sanitarie e dai Comuni, punta il dito Cecina Civica con un ordine del giorno in cui chiede la revoca dell’incarico.
Lo scenario. La concretezza resta lontana. Nonostante l’idea di rete tra gli ospedali di Cecina e Piombino rimanga in campo quello che ancora manca è il passaggio alla fase di studio. Che cosa e come mettere in rete. È quanto dovrebbe emergere dallo studio affidato a Federsanità Toscana. Che cosa mettere dentro e quali attività innovative sviluppare anche rispetto al nodo delle liste d’attesa. Che cosa può essere fatto e i possibili scenari. Il tutto nei confini dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, 13.000 dipendenti, 1.200.000 assistiti, 12 zone-distretto e 13 presidi ospedalieri tra Massa e Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Viareggio.
La commissione. La capogruppo di Cecina Civica Pamela Tovani liquida l’ipotesi emodinamica lanciata da Lippi come «propaganda, che si è già conclusa con la risposta netta dell’assessore regionale alla Sanità Saccardi: Cecina non ha i requisiti». Il sindaco ribatte: «La risposta dipende dalla domanda. Qui non si tratta di fare una nuova emodinamica ma di attrezzare una sala in modo che l’equipe di Livorno possa intervenire garantendo, specie in alcuni periodi dell’anno, tempi adeguati visto che si tratta di una patologia tempo dipendente». Qualche chiarimento da parte di Rosanna Farinetti (M5S), e puntualizzazioni da altri esponenti Pd, tra cui Meris Pacchini. Ma a tenere banco nella 4ª commissione consiliare presieduta da Mauro Niccolini è soprattutto l’ordine del giorno di Cecina Civica sull’affidamento dell’incarico a Federsanità.
Il nodo Federsanità. «La vicenda dell’affidamento avvenuto solo ora a Federsanità, ossia ai direttori delle Asl nominati dal governatore Rossi, di un incarico di studio sulla riorganizzazione in corso fa parte del minuetto e come opposizione dobbiamo alzare le barricate a difesa del diritto alla salute dei cittadini», sostiene Tovani. Che aggiunge: «nella delibera con cui la Società della salute ha affidato l’incarico a Federsanità Toscana per un rapporto a supporto della programmazione territoriale viene rinviato a un successivo atto il contributo economico. Inoltre, di questo soggetto il presidente è Enrico Desideri, ex direttore generale Asl di Arezzo, vicepresidente Eugenio Porfido, ex dg dell’Asl di Livorno. Quanto è opportuno affidare a Federsanità la realizzazione di questo progetto? Chiediamo la revoca dell’atto in autotutela, individuando un soggetto più opportuno».
A ribattere è il sindaco Lippi. «Federsanità è un soggetto pubblico terzo – dice –. Nelle amministrazioni locali non ci sono le competenze per uno studio di questo genere in cui si chiede di analizzare le dimensioni, la qualità e tipologia delle offerte e delle funzioni sociali, socio-sanitarie e sanitarie del nostro ambito territoriale». E ancora: «Si tratta di un atto in linea con l’ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio comunale di Cecina in cui si è impegnato il sindaco a promuovere ogni utile iniziativa al fine di formulare proposte per il territorio».
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