Il Tirreno

Un progetto sul consumo consapevole

Un progetto sul consumo consapevole

Giornalisti per un giorno/1. La 3ª A del Fermi intervista Francesco Gesualdi (Nuovo modello di sviluppo)

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CECINA. I ragazzi della 3ª A del liceo socioeconomico Fermi di Cecina hanno seguito un progetto sul “consumo consapevole”, coordinato dal prof. Salvatore Di Pietro. Non solo studiandolo sui libri, ma adoperandosi di costruire delle interviste per acquisire informazioni dirette da soggetti di primo piano impegnati da sempre in questo ambito. I ragazzi si sono quindi recati a Vecchiano per intervistare Francesco Gesualdi, direttore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Le domande dei ragazzi si sono concentrate su tre aspetti: il potere economico del consumatore, la validità del modello classico e l'importanza dei valori in un mondo dominato dall'economia. Ecco un estratto dell'intervista.

Potrebbe individuare un prodotto di consumo in cui identifica la sua infanzia, uno in cui identifica la sua adolescenza, e uno in cui identifica la sua attuale età adulta spiegandone il perché?

Io vengo da un altro mondo, un mondo rurale in montagna dove non c'erano negozi, come primo prodotto potrei dire l'uovo, dovessi dirvi nel corso del tempo un altro prodotto direi il panino con lo zibibbo, che sono tutti appartenenti ad altri tempi. Altri elementi che mi hanno accompagnato nel corso della mia vita sono i giornali e i libri.

Oggi viviamo in una società che ci invita a consumare sempre di più. Come possono i ragazzi della nostra età "disintossicarsi" da questo consumo senza freni?

Il primo passaggio è quello di recuperare la dignità personale, quindi quand'è che una persona può essere definita persona con la "p" maiuscola? Quando in fin dei conti ha la capacità di fare le proprie scelte liberamente, quando ho il controllo della situazione, quando può determinare insieme agli altri il corso degli eventi.

Come sensibilizzare le persone ai rischi ai quali sta andando incontro la popolazione, non modificando il proprio comportamento?

Secondo me un modo può essere quello di porre attenzione agli effetti negativi come ad esempio tumori causati da discariche e inceneritori. In secondo luogo diffondendo informazioni, per mettere in evidenza i rischi.

Perché su alcuni prodotti è possibile nascondere caratteristiche anche dannose?

Perché la legge permette una serie di comportamenti "poco trasparenti" da parte delle imprese, ad esempio l'utilizzo degli OGM.

Come possono i paesi più sviluppati prendersi la responsabilità del loro debito ecologico?

Fondamentalmente riducendo le emissioni di CO2, soprattutto quelle derivate da fabbriche, industrie, ecc… che la natura non riesce a smaltire. Usando energie rinnovabili e cambiando stili di vita.

A chi si rivolgeranno le multinazionali quando i paesi sfruttati rivendicheranno i loro diritti?

Se davvero rivendicheranno i loro diritti non avranno altro da fare che accettare le conseguenze, speriamo che accada perché qui non c'è in discussione la possibilità di vivere bene ma c'è in discussione il fatto che qualcuno voglia vivere bene oltre ciò che gli spetta, sapendo di far vivere male il resto del mondo.

Secondo lei quali sono le condizioni che il Governo deve mantenere per garantire un'etica economica e sociale?

L'oggetto dell'attenzione dovrebbero essere le persone piuttosto che il PIL, il quale si pensa comunemente che debba essere sempre in crescita, ma crescita non è sempre sinonimo di benessere. Per sciogliere alcuni nodi problematici che non possiamo più permetterci di affrontare spesso basterebbe ritrovare il buon senso.

Rachele Bezzini, Nico Manzi

Tommaso Stefanini

(3ª A Fermi indirizzo economico)

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