Sicurezza
Sigilli al contatore dell’acqua la protesta di una cittadina
CECINA. È rientrata a casa da lavoro intorno all'ora di pranzo. Quando ha provato a mettere l'acqua nella pentola per il pranzo, però, l'amara scoperta: i rubinetti erano a secco. Sono bastati pochi...
CECINA. È rientrata a casa da lavoro intorno all'ora di pranzo. Quando ha provato a mettere l'acqua nella pentola per il pranzo, però, l'amara scoperta: i rubinetti erano a secco. Sono bastati pochi minuti per accorgersi che il contatore era stato sigillato. «Nessun avviso, solo il cartello di chiusura per morosità», spiega Monica Adorni, residente in via Galluppi a Cecina e trovatasi senza acqua in casa.
«Ho provato a contattare Asa e mi è stato detto che la bolletta con le utenze di novembre, con scadenza a fine marzo, non era stata pagata - racconta ancora la donna -. Il problema è che io non l'ho mai ricevuta. Non sono mai stata morosa e trovarmi con il contatore sigillato senza alcun preavviso non mi ha certo fatto piacere».
La donna è andata subito in posta per pagare i circa 170 euro delle utenze. «Il problema è che adesso, per il riallaccio dell'utenza, dovrà saldarne altri 50 e non lo trovo giusto - spiega Adorni -. La prossima bolletta sarà esagerata, andrò di persona a capire come risolvere la situazione. Anche perché non avendo l'addebito diretto sul conto per me è indispensabile ricevere la bolletta».
Non si tratta del primo caso registrato in città di chiusura del contatore senza preavviso. La contestazione riguarda principalmente il percorso seguito da Asa. Si salta una tappa fondamentale a tutela del cliente. Niente raccomandata di messa in mora. Subito i sigilli al contatore. E per riavere l'acqua oltre a saldare il conto vengono rimesse le spese per il distacco e il riallaccio dell'utenza.
Come in altre occasioni il gestore del servizio idrico Asa Spa ha chiarito la sua posizione in merito: «Per il mantenimento dei livelli di servizio all'intera cittadinanza è necessario che i pagamenti vengano effettuati in modo puntuale, nel rispetto delle scadenze contrattuali. Non c’è alcuna volontà di fare "cassa" e ottenere dei vantaggi: l'effetto finanziario sarebbe assolutamente negativo perché l'incasso avverrebbe sempre oltre la scadenza programmata. Inoltre, si creerebbe una situazione di conflittualità che l'azienda non ha interesse ad alimentare».
Alessandro Bientinesi
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