Lutto
Polo Magona, si cambia nominato Sergio Costalli
L’assemblea dei soci rinnova il Cda e approva il bilancio che chiude in attivo Il Consorzio è in scadenza a marzo 2017, diverse le incognite sul suo futuro
CECINA. Due le scadenze da segnare in calendario per chi è interessato al Polo tecnologico Magona. Alla fine dell’anno scade la convenzione con il Comune di Cecina per l’uso dei locali. Tre mesi dopo, a marzo 2017, arriva a fine vita il Consorzio, dopo 20 anni di attività. Con i soci pubblici, i Comuni di Cecina e Rosignano Marittimo, la Provincia di Livorno e l’Università di Pisa chiamati a dare un nuovo impulso all’esperienza, messa in piedi a partire dal recupero dell’area industriale della Magona. Ed è con questo calendario che lo scorso 12 maggio si è tenuta l’assemblea dei soci in cui è stato approvato all’unanimità il progetto di bilancio licenziato nelle scorse settimane dal consiglio di amministrazione uscente.
Nella compagine degli amministratori la novità è la nomina di Sergio Costalli su indicazione della Provincia, prende il posto di Andrea Frediani che lascia dopo tre mandati. Un nome di peso, presidente della Camera di commercio di Livorno e tra gli altri incarichi quelli di vicepresidente di Unicoop Tirreno Sc e di Unipol Banca Spa, Costalli da molti è indicato come il futuro presidente del Polo Magona.
Confermati Claudio Scali (indicato dall’università di Pisa), Alberto Niccolini (Comune di Cecina), Paolo Rotelli (Comune di Rosignano) e Simone Genovesi (in rappresentanza dei soci privati). Le cariche all’interno del consiglio di amministrazione saranno decise nell’arco di un paio di settimane, quando dovrebbe essere convocata la prima riunione. L’ipotesi più accreditata è che si vada a una riconferma dei vertici uscenti: Scali alla presidenza e Niccolini come vice. L’indicazione dei soci è quella di traghettare il Consorzio alla fine di quest’anno. A quella data dovrebbero essere rassegnate le dimissioni per andare alla costituzione del nuovo soggetto con un’assemblea straordinaria. Tra le incognite da sciogliere anche la traduzione in pratica dell’indirizzo della giunta regionale che punta a un coordinamento unico dei poli che operano in Toscana.
Intanto il bilancio approvato che registra numeri in linea con l’esercizio precedente, con un avanzo simbolico nell’ordine dei 3.000 euro, dopo aver stralciato alcune partite di crediti divenuti inesigibili. Nel Polo Magona attualmente sono 6 le realtà incubate e con quelle insediate, cioè rimaste dopo il triennio, gli addetti all’ombra di quegli edifici sono un centinaio. Con gli spazi di competenza che ad oggi sono occupati all’80%. Insomma, una struttura che nonostante i venti di crisi riesce a mantenersi da sola, con le commesse delle aziende private o i bandi regionali o europei.
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