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Lucibello attacca i sindaci «Devono dimettersi subito»

Lucibello attacca i sindaci «Devono dimettersi subito»

RIPARBELLA. «I nostri due sindaci riacquistano l'uso della voce dopo l'esito referendario che ha bocciato senza alcun margine di dubbio la loro proposta di fusione ma non abbandonano i toni...

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RIPARBELLA. «I nostri due sindaci riacquistano l'uso della voce dopo l'esito referendario che ha bocciato senza alcun margine di dubbio la loro proposta di fusione ma non abbandonano i toni apocalittici sul futuro dei comuni dimostrando di non voler aprire gli occhi sulla realtà». Dopo le dimissioni annunciate da Federico Lucchesi e Renzo Fantini arriva puntuale l’intervento di Insieme per Cambiare con Alessandro Lucibello Piani.

«Totalmente incongruenti appaiono le ragioni addotte per cui si dimetterebbero solo dopo aver sistemato alcune questioni come il bando sui rifiuti e l'uscita dall'Unione dei comuni recedenti - si legge nella nota di Lucibello -. Nessuno dei due casi necessita dei sindaci. Per il bando dei rifiuti Riparbella e Castellina incidono per lo zero virgola e ad oggi nessuno ha mai visto una qualche azione politica in seno all'Ato Costa. L'uscita di Casale e Guardistallo vede già eseguiti tutti gli atti politici e attende solo la convenzione con il riparto contabile, atto tecnico redatto dai funzionari e che non ha nulla, o non dovrebbe aver nulla, di politico».

La critica di Lucibello, infatti, è rivolta proprio all’Unione. «L'Unione nell'era della presidenza Fedeli ha perso due comuni e ha visto altri due sindaci proporre la fusione, indice che nemmeno i sindaci che la hanno voluta e costruita vedono questa Unione come soluzione - spiega -. Nel caso di dimissioni le elezioni non si potrebbero tenere prima della primavera prossima, nel 2017. Il che vorrebbe dire un Unione impantanata con tutti i difetti emersi per oltre un anno, totalmente in mano al solo sindaco di Montescudaio. Lucchesi e Fantini, infine, se veramente avessero a cuore l'interesse della loro comunità, aprirebbero un tavolo di confronto politico per arrivare con il minore dei danni possibile alle prossime elezioni evitando l'esasperazione degli animi ora quanto mai inopportuno, ma questo significherebbe dialogare veramente con le opposizioni e per ora tutto tace».

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