Gioco
Scuola senza zaino alla Guerrazzi un albero della vita
400 alunni hanno scoperto un grande quadro colorato e insieme alle insegnanti hanno cantato inni per la pace
CECINA. La lunga e gioiosa vita dell'albero con gli animali aggrappati ai rami sono la cornice al quadro della "Giornata nazionale senza zaino" alla quale ha aderito mercoledì 11 il primo circolo didattico "Guerrazzi" di Cecina. Poco dopo le nove, circa 400 piccoli studenti si sono seduti nell'ingresso delle scuole elementari in via Vico, aspettando che due loro compagni scoprissero il grande planning, un pannello colorato, davanti alle maestre, ai rappresentanti dei genitori, alla dirigente Roberta Gori e al sindaco Samuele Lippi.
La cerimonia è stata piena di sorprese. L'idea dell'albero è venuta alle insegnanti Grazia Tarchi, Chiara Nencioni e Valeria Turini, che due mesi fa l'hanno proposta ai genitori e poi realizzata complice il gioco di squadra. Il tronco, i rami e la chioma non sono stati scelti a caso, ma sono una studiata metafora, perché la pianta è simbolo di vita, si nutre e si disseta, respira, si illumina e cresce. Proprio come i ragazzi, che con il passare degli anni diventano grandi e imparano sempre più cose. Farfalle, scoiattoli, gatti e una casa comune attaccati in corrispondenza dei mesi ne raccontano le attività. Maria Grazia Giannini, Fiorella Brunetti, Simona Salvadori, Elisa Olmi, Laura Lorenzini, Elena Danesi, Luca Zanetti, Alex Boldrini e Silvia Cecconi sono papà, mamme e nonne che, con pazienza ed esperienza, hanno dipinto il quadro, costruito le cassette in legno e ritagliato le figure. Un lavoro manuale preciso, dove il colpo d'occhio e l'abilità personale contano più della tecnologia.
L'esempio viene dai laboratori, che nella seconda parte della mattinata hanno coinvolto decine di genitori, arrivati per disegnare, dipingere e intrecciare i fili al telaio con i propri figli. Non solo: la mattinata ha ricevuto una dedica speciale. Al centro del messaggio, "Il sorriso dei bambini non ha limiti né confini", proprio loro, le piccole vittime delle guerre. Parole semplici ma dirette, affinché l'ospitalità e la responsabilità, insieme al terzo concetto cardine della scuola, la comunità, divengano solidi pilastri per costruire un mondo a misura d'uomo, dove regnino la pace e non la guerra, il dialogo e non lo scontro verbale o fisico. E' questo il senso delle tre canzoni cantate in coro dagli alunni. Una voce sola, un inno al buonsenso e alla gioia di vivere. L'iniziativa, giunta alla seconda edizione, si è svolta pure negli altri istituti del primo circolo: "Boschetti Alberti" e "Rodari" (elementari) oltre agli asili "Fogazzaro", "Le Matite" e "Neruda".
Michele Falorni
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