Sicurezza
Ipotesi cicloturistica in Val di Cecina due commissioni
Cecina, si riunisce il primo tavolo di concertazione con i cinque sindaci della zona interessata al progetto di viabilità per la Val di Cecina
CECINA. Si torna a parlare del progetto di ciclovia turistica per la Val di Cecina sulla Cecina-Saline di Volterra. Il 13 maggio alle 14.30 si riuniscono in seduta congiunta due commissioni consiliari (nella sede del Comune, in via Landi): la seconda commissione (trasporti) presieduta da Edoardo Battini e la quinta (programmazione economica) presieduta da Lorenzo Gasperini. Alla seduta sono invitati anche tutti i sindaci dei comuni della zona interessata dal progetto: Cecina, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Riparbella e Volterra. In pratica si apre il tavolo di concertazione deciso in consiglio comunale, dopo la discussione della mozione di Massimo Gentili (consigliere di Ispirazione Dem).
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La proposta di ciclovia è stata presentata per la prima volta dai socialisti e riformisti cecinesi, insieme alla lista civica di Guardistallo, che proponevano un tracciato in sostituzione della linea ferroviaria, da riconvertire in chiave turistica. L’idea è approdata in consiglio comunale con la mozione di Gentili, modificata con un emendamento su indicazione del gruppo Pd: si è arrivati quindi alla proposta di un tracciato ciclabile da affiancare alla linea ferrata, un’idea criticata dalle opposizioni (Forza Italia, Cecina insieme, Per Cecina). È stato quindi deciso di ritirare la mozione dando vita però ad un tavolo di concertazione per rendere più concreta la proposta. L’incontro di domani è appunto l’avvio del tavolo congiunto.
In commissione, con i sindaci della Val di Cecina, si discuterà di quest’ultimo progetto di affiancamento di una ciclabile alla vecchia ferrovia. A sostegno della proposta intervengono di nuovo i riformisti. Il coordinatore di Ispirazione Dem Riformisti di Cecina, Stefano Fiori sottolinea che «in consiglio comunale non è stato fatto nessun passo indietro ma al contrario è stato ottenuto un risultato politico estremamente positivo dopo l’impegno preso all’unanimità di costituire un tavolo di concertazione composto da tutti i sindaci interessati dalla tratta ferroviaria Cecina-Saline-Volterra. Un tavolo che dovrà iniziare un percorso politico e di confronto partendo dalle commissioni per allargare le proprie competenze e conoscenze fino ad arrivare a un progetto di fattibilità per provare a dare un nuovo impulso turistico a tutta la Valò di Cecina». Fiori sottolinea infatti che i riformisti hanno «lanciato il sasso» con un «progetto provocatorio», che ha un importante «valore per lo sviluppo turistico del territorio, perché può portare ad investimenti in strutture ricettive e di ristorazione, incrementando i posti di lavoro per i giovani». Un progetto «concordato dal basso, grazie all’impegno preso in consiglio comunale da tutte le forze politiche» da sottoporre a Regione e ministero delle Infrastrutture. Fiori conclude con una stoccata in difesa della proposta originaria: «Se esistono le possibilità economiche la linea ferroviaria deve essere certamente rinnovata e resa efficiente - dice - ma se così non fosse la buona politica non deve guardarsi indietro sperperando denaro, ma fare anche scelte coraggiose e innovative, anche se dolorose». Insomma, se non ci sono i soldi per mantenere la ferrovia eliminiamola, sostituendola con la ciclovia.
Un argomento che fa discutere in casa riformista. Un altro intervento arriva infatti da Bruno Pistolesi, che difende a spada tratta l’ipotesi della riconversione. «L'unica soluzione rimasta per far sì che ci sia un risveglio economico della Val di Cecina - scrive Pistolesi - è sperimentare forme di sviluppo turistico diverse a quelle esistenti e dare corpo a infrastrutture che si integrino nel territorio e consentano di godere della bellezza e salubrità dell'ambiente naturale. L'intransigenza o la superficialità con la quale si è voluto rispondere alla mozione che parlava di una riconversione della linea ferroviaria in ciclovia - attacca Pistolesi - ha trovato tutta l'opposizione comunemente allineata. Alcune domande sorgono spontanee, si dice che la politica non deve fare proposte che mettono in discussione i servizi, ma mi domando allora se la politica non deve verificare se esistono sprechi e denunciarli. Ci troviamo a discutere di una linea ferroviaria che di produttivo non ha più nulla, anzi alla collettività costa moltissimo, la Regione è chiamata a ripianare ogni anno i debiti che le FS denunciano. Pare quanto meno anacronistico mantenere un treno che viaggia per soli 9 mesi l'anno e nel periodo estivo, che dovrebbe essere quello più appetibile per il turismo, è fermo, e viene sostituito dagli autobus». Pistolesi aggiunge che «da Cecina a Saline ferma solo a Casino di Terra, tutte le altre stazioni sono chiuse e in degrado». Insomma una linea ottocentesca da eliminare. «Quando si parla di viabilità - sottolinea - dovremmo verificare le priorità e allora chiedere con forza che da Cecina si raggiunga la Val d'Elsa con una strada adeguata e migliorata come è il primo tratto della SR 68. Questo garantirebbe il collegamento con il centro della Toscana con ricadute positive anche per tutta la costa».
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