Il dolore
Il sindaco Fedeli fa quadrato sulla Bigazzi
Bibbona, l’attacco dell’opposizione bollato come un accanimento assurdo quanto inutile
BIBBONA. Accanimento assurdo quanto inutile. Così il sindaco di Bibbona Massimo Fedeli replica al capogruppo di opposizione Massimiliano Rugo a difesa della consigliera Gianna Bigazzi.
«Rugo gioca con i numeri, facendo intendere che ci sarebbe stata una specie di “impennata” nei lavori affidati alla ditta Castorani dal 2014 a oggi, l’anno ovviamente in cui la Bigazzi è stata eletta, mentre nessun affidamento risulterebbe prima di quel periodo – afferma Fedeli –. Qui la vicenda diviene grottesca. È sufficiente notare che il Consorzio di bonifica 5 Toscana costa nasce solo il 27 febbraio 2014 a seguito della soppressione dei precedenti Consorzi Alta Maremma, Colline Livornesi e l’acquisizione delle funzioni di bonifica esercitate dall’Unione montana Val di Cecina. La ditta Castorani aveva già svolto vari incarichi per gli enti che sono stati soppressi, ed ha continuato a lavorare per il nuovo soggetto». Che aggiunge: «La ditta in questione è certificata Uni En Isi 9001:2000 dal 2002 per l’attività di “Realizzazione e manutenzione del verde, arredo urbano, opere di bonifica idraulica, ripristini ambientali, lavori di forestazione”. Per di più il Consorzio, in base alle convenzione siglata con le principali associazioni del mondo agricolo, affida i propri lavori preferibilmente alle imprese agricole che abbiano precisi requisiti».
Sempre in replica a Rugo il sindaco di Bibbona bolla come «incomprensibile la denuncia sull’errata indicazione nei documenti del Consorzio del nome della consigliera. Si tratta in modo evidente di un mero errore materiale, del tutto irrilevante: sul sito dell’ente alla sezione trasparenza è perfettamente e correttamente indicato il nome dell’azienda agricola Bigazzi Gianna, con relativo codice fiscale».
Già sugli interventi eseguiti alla scuola della California, che nella ricostruzione di Rugo sembravano affidati direttamente alla ditta Castorani Paolo, marito della consigliera, quasi a compensare la sanzione che anni prima era stata comminata alla stessa Bigazzi, «è stato fatto notare come per quell’affidamento, che per legge poteva anche essere diretto perché di importo inferiore a 40.000 euro, si era svolta comunque una formale indagine di mercato». Una difesa a tutto tondo quella di Fedeli. «Nessuna critica sull’operato della consigliera come amministratrice – dice –, ma un uso fazioso dei dati, con l’unico intento di gettare fango. Questo è l'operato di due anni di opposizione targata Massimiliano Rugo».
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