Il Tirreno

«Fusione dei comuni Basta con le bugie io non sono a favore»

«Fusione dei comuni Basta con le bugie io non sono a favore»

Giamila Carli: «Voci messe in giro da S. Luce democratica» E sabato schiera il big del Pd Ermete Realacci

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SANTA LUCE. Giamila Carli va dritta al punto: «Non sono per la fusione dei comuni». Lo ribadisce la candidata a sindaco della lista “Insieme per Santa Luce” e attacca frontalmente gli avversari di “Santa Luce democratica” per aver messo «in giro voci inconsistenti e false». La sfida per le prossime amministrative - manca neanche un mese al 5 giugno - entra nel vivo. Ed è uno scontro a tutto campo, come si poteva prevedere dall’animata battaglia che ha diviso il paese, portando alla presentazione di due liste entrambe nate nell’alveo del Partito democratico: da un lato la Carli, espressione “ufficiale” del Pd, dall’altro Marini, sindaco uscente “fuoriuscito” dal Pd. Entrambe liste trasversali, che mettono insieme varie anime politiche, sia di sinistra che di destra. La stranezza è infatti che a Santa Luce lo scontro non vede nessuna candidatura del centrodestra.

L’attacco di Giamila Carli riguarda un tema caldo in queste ore, dopo la bocciatura del referendum sulla fusione a Riparbella e Castellina: appunto la fusione dei comuni.

«I candidati e i sostenitori di Marini hanno messo in giro la voce che io sono favorevole alle fusioni - dice - come candidata del Pd, visto che il Pd è favorevole. Ma parla il programma. E nel mio programma non compare mai la parola fusione. E non perché dico una cosa e ne penso un’altra, al contrario io sono coerente: non sono favorevole alle fusioni, non l’ho mai detto e anche alla luce di quanto è succcesso nei due comuni limitrofi (che rispetto perché hanno dato voce ai cittadini con il referendum) c’è bisogno di una riflessione su queste questioni. Nel mio programma si parla di un patto per lo sviluppo di Santa Luce e delle colline. Ripeto, il tema fusione non è in programma: io sull’argomento ho la mia idea personale, condivisa dalla lista. Per me valorizzare le identità locali significa riconoscere i piccoli comuni come tutela strategica del territorio, sulla base della proposta di legge di Ermete Realacci, della Commissione ambiente del Pd, che sabato sarà a Santa Luce a sostegno della mia candidatura. Nel mio programma si parla di promozione dell’agroalimentare a filiera corta e delle aree deboli. Di attrarre risorse per i piccoli comuni sostenendo la loro valenza identitaria, che vuol dire collaborazioni e politiche di integrazione dei servizi, certo non isolamento - un’altra stoccata al suo avversario - perché lo abbiamo visto in questi cinque anni della giunta Marini: isolamento vuol dire morire, e noi vogliamo che Santa Luce viva». (m.m.)

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