La manifestazione
«Sono disabile, non devo pagare»
Torretti: «Ho il tagliando, ma al porto mi hanno chiesto di andare alle casse»
ROSIGNANO. «Prima mi ha chiesto di pagare il ticket per posteggiare, e poi ci ha detto di uscire dal parcheggio non troppo tardi perché doveva fare dei giri di controllo». Roberta Torretti, ex consigliera Pd, se la prende con il porto Cala de’ Medici, raccontando quello che considera «un episodio spiacevole».
«Sabato sera - spiega Torretti, che è disabile - sono andata al porto verso le 21.30, ero con un’amica che guidava l’auto. Arrivate davanti alla sbarra, ho fatto vedere il mio tagliando per disabili con foto, che risponde alle normative europee. La signora di guardia è uscita e credevo venisse a controllare la validità del tagliando, invece mi ha detto che dovevamo pagare alle casse». Torretti ha spiegato alla guardia che il suo pass le permette di parcheggiare in tutti gli stalli senza pagare. «A quel punto la signora - dice Torretti -, prima di aprire la sbarra, ci ha detto se potevamo uscire a un’ora decente perché lei doveva fare dei giri, credo per sorvegliare. Le ho detto che da tempo nessuno mi dice più a che ora devo rientrare o uscire». Torretti e l’amica hanno parcheggiato oltre la sbarra e poco più di un’ora più tardi sono uscite: «la signora era ancora di guardia e ha aperto la sbarra. Quel che mi dispiace è che ancora ci siano problemi legati all’ingresso dei disabili».
Dal canto suo l’ad del Cala de’ Medici, Matteo Ratti, spiega che «le sbarre automatiche non hanno meccanismi di riconoscimento e siccome siamo soggetti a svariati tentativi di ingressi truffaldini, è chiaro che chi è di guardia all’ingresso, che tra l’altro non è dipendente del porto ma di un istituto di vigilanza privata, esce per verificare i tagliandi». Sul fatto del chiedere l’orario di uscita, Ratti sottolinea che «chi è di guardia ha l’obbligo di fare turni di ricognizione dentro al porto, ed è chiaro che la sbarra, nel caso in cui non si inserisca il ticket del pagamento, non può aprirsi da sola. La signora ha spiegato questo, non vedo discriminazione». Anzi, Ratti invita Torretti, «se vuol frequentare il porto abitualmente a venire in ufficio, così le diamo una tessera che le permette di entrare e uscire senza problemi».
Anna Cecchini
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