Il Tirreno

Rivolta contro la pista delle macchinine

di Silvia Trovato
Rivolta contro la pista delle macchinine

I residenti di via Fermi: «Ogni fine settimana gare che portano caos e polvere». Contestato anche il degrado della zona

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ROSIGNANO. Lettere, interpellanze, raccolte firme e discussioni che si trascinano da anni, tra gli abitanti di via Enrico Fermi a Rosignano Solvay, in località Pescine, l'amministrazione comunale e il circolo Arci delle Pescine. Senza alcun risultato.

Tra le note più dolenti, in questa convivenza che presenta una serie di difficoltà che si sommano giorno dopo giorno, c'è la pista della macchine a scoppio telecomandate, che si trova accanto al circolo Arci le Pescine, che ne gestisce gli spazi.

«Le corse delle macchine si svolgono prevalentemente nei fine settimana e con una breve pausa nell'orario centrale, vanno avanti dalla mattina alla sera – spiega Giovanni Sambuco, uno dei residenti di via fermi – il rumore delle macchine e dei megafoni è costante, vengono non solo dalla regione, ma dal resto d'Italia con queste macchinine». La pista delle macchine telecomandate è sterrata ed è parallela alle abitazioni, separata dalle case da una fila di alberi e da un prato utilizzato come sgambatoio per cani.

«Durante le giornate di gara la situazione è ingestibile, io in casa mia ho le finestre spesse ma il rumore è troppo forte, non ci si difende e in più si alzano nubi di polvere dalla pista. Qui poi abitano molti signori anziani, alcuni invalidi ed è innegabile che la situazione crei un disagio. L'odore di benzina poi è nauseante, immaginate nell'arco di tre giorni consecutivi di gare» racconta Giampaolo Sgherri, vicino del signor Giovanni.

I residenti esprimono amarezza e un forte senso di abbandono che denunciano nell'intera via Fermi. «Quando ci siamo trasferiti qui non pensavamo di trovarci in una situazione del genere, ma adesso ci chiediamo davvero se abbia un senso pagare l'affitto qui per non poter stare mai tranquilli, nell'indifferenza generale. Cosa altro dobbiamo fare oltre a cercare un confronto, raccogliere le firme?» dice Deborah Rossi, anche lei con la casa che si affaccia sulla pista.

A denunciare un generale incremento del degrado e un'indifferenza sempre più pesante nei confronti di proteste e lamentele che i residenti esprimono ormai da anni è anche Piero Simoncini. «Dovrebbero venire - dice - a misurare i decibel quando ci sono le gare e poi basta camminare qui intorno per trovare rifiuti abbandonati negli angoli, contatori Enel abbandonati alle intemperie, alcuni con la corrente ancora connessa, un generale senso di abbandono su cui facciamo domande da anni senza ottenere attenzione dal Comune».

Una prima raccolta di firme per far cessare le corse venne fatta anni fa, raccontano i residenti, e per circa tre anni la situazione migliorò, per poi tornare a peggiorare. Adesso gli abitanti sono stanchi di sopportare caos e odore di benzina durante i fine settimana, e un generale degrado che avvolge l’intera strada.

«Qui vengono da tutta Italia a fare le corse con queste macchine che vanno a benzina e fanno un rumore infernale, alzando nuvole di polvere, noi tutti non ne possiamo più e siamo stanchi che nessuno ci ascolti. Ci auguriamo che presto finalmente qualcuno risponda a questo nostro appello che continuiamo a lanciare» conclude Francesco Medica, anche lui tra i residenti di via Fermi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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