Il Tirreno

referendum: il no di lucibello (IPc)

«Comunità senza futuro se perdiamo il sindaco»

RIPARBELLA. «Ogni sindaco è il garante del futuro del proprio territorio: no sindaco, no futuro!» Alessandro Lucibello Piani, della lista civica Ipc (Insieme per cambiare) di Riparbella, manifesta la...

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RIPARBELLA. «Ogni sindaco è il garante del futuro del proprio territorio: no sindaco, no futuro!» Alessandro Lucibello Piani, della lista civica Ipc (Insieme per cambiare) di Riparbella, manifesta la propria contrarietà all'ipotesi di fusione dei Comuni di Riparbella e Castellina, con una lettera aperta. Una dichiarazione di voto per il referendum di domani e lunedì, 8 e 9 maggio, in cui si vota appunto sulla fusione.

«La minaccia di dimettersi manifestata dai nostri sindaci in caso di voto negativo alla loro proposta di fusione - scrive Lucibello - è il disperato tentativo di distogliere l'attenzione dal cuore del problema che è la mancanza di ogni valido motivo a sostegno della decisione di fondere due comunità che non hanno nessun motivo valido per fondersi. La questione è complessa anche a causa del criterio antidemocratico messo in atto dalla Regione, la volontà popolare potrebbe essere rinnegata assistendo ad una fusione forzata contro il parere di uno dei due Comuni come successo all'Abetone. Sarebbe quindi da chiarire: i sindaci si dimettono quando il voto popolare nel proprio comune è contro la loro indicazione di voto o solo nel caso in cui non vi sia la fusione? È una scelta dettata dalla coerenza politica o mossa dal ricatto verso i propri elettori che sembrano abbandonarli? Che cosa pensano di fare i nostri sindaci se è la Regione a imporre la fusione? Temi interessanti ma che non hanno nulla a che fare con lo spiegare se fondersi è un bene o un male. Per la nostra lista civica il no alla fusione nasce dalla convinzione che se perdiamo la rappresentanza diretta data dalla presenza di un nostro sindaco si perde l'autonomia e con essa l'identità della comunità. Le risorse umane ed economiche ci sono, come dimostra l'incredibile avanzo di amministrazione di ben oltre 700mila euro del bilancio 2015, creato da un'inerte amministrazione che per giustificare il non far nulla raccontava che non c'erano risorse. Nel conto dell'avanzo mancano altri 150mila euro: il mancato pagamento da parte della Parco Eolico dei contributi 2015 perché il Comune non ha mantenuto fede agli impegni previsti dalla convenzione, ossia non ha speso i soldi per fare le opere concordate, una doppia beffa per i cittadini che pagano pesanti tasse e altra colpa addebitabile alla giunta e alla maggioranza attuale che ha fatto di tutto per nascondere questi fatti gravissimi. I cittadini di Riparbella meritano più rispetto e più interesse per il loro territorio».

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