Il Tirreno

Dall’estero la svolta per far ripartire i cantieri alla foce

di Manolo Morandini
Dall’estero la svolta per far ripartire i cantieri alla foce

Confermate le trattative per il comparto immobiliare prosegue l’istruttoria con il pool di istituti di credito

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CECINA. «Siamo come un palazzo rimasto a metà dell’opera, con clienti disposti a comprare gli appartamenti, ma a cui non ci azzardiamo a vendere senza la certezza di completare l’opera». Prende a prestito un’immagine dal settore immobiliare, per rendere lo stato di difficoltà in cui si trova il progetto del porto turistico alla foce del fiume Cecina, il presidente della Porto Spa Giuliano Matteoli. Gli appartamenti sono i posti barca. I grandi lavori però sono fermi. La Società da mesi sta battendo più di una strada per trovare l’ossigeno necessario a completare l’impresa. Per completare le opere previste in convenzione in chiave sicurezza idraulica e la darsena nuova la stima è di un fabbisogno finanziario di circa 10 milioni di euro e di tre anni di cantieri.

«Ci stiamo affacciando da tempo sui mercati internazionali ed abbiamo alcune proposte che stiamo cercando di concretizzare – afferma il presidente Matteoli –. Abbiamo delle trattative aperte, ma è prematuro fare delle previsioni. Ci sono abboccamenti per il comparto immobiliare, ma non abbiamo debiti che ci obbligano a svendere. Tra i beni che possono essere messi sul mercato ci sono il lotto immobiliare, il cantiere nautico, le aree a monte di via Volterra e l’impianto carburanti. Un complesso stimato 120 milioni di euro».

Matteoli chiede un atto di fiducia. E lo fa senza nascondere che la soluzione va cercata nei confini di un mercato della nautica che solo negli ultimi mesi sta dando segnali di ripresa. Il tutto in uno scenario economico tutt’altro che semplice. «Nella compagine societaria ci sono persone del territorio, che qui hanno famiglia e lavorano – dice –. Nessuno ha intenzione di sfilarsi dalle proprie responsabilità. Insomma, non siamo speculatori. Il porto è per la città e il rallentamento dei lavori lo si deve alla sua impronta sociale».

Un'opera privata il porto, con un rilevante riflesso pubblico. Restano da realizzare le opere in convenzione previste in chiave sicurezza: l’argine in destra del fiume, dal ponte di via Volterra all’altezza della caserma Villa Ginori, e il nuovo ponte sul fiume. Nel conto anche il restante tratto di argine dal ponte di Marina a quello della ferrovia che è previsto a scomputo del valore dei terreni che il Comune ha ceduto alla Porto di Cecina per circa 2 milioni di euro. Per completare queste opere e la darsena nuova la stima è di un fabbisogno finanziario di circa 10 milioni di euro e di tre anni di cantieri. Tanto basterebbe per chiudere la partita del porto con l’omologa che aprirebbe la possibilità di perfezionare i contratti di vendita dei posti barca. Solo i tre pontili che mancano nella darsena nuova, tra l’altro già acquistati dalla Porto Spa, valgono un’ulteriore disponibilità di 150 posti barca.

«Abbiamo già realizzato investimenti per 37 dei 70 milioni previsti – sottolinea Giuliano Matteoli –. Si tratta di mettere al sicuro quanto fatto con la garanzia che appena completeremo la parte a mare con la vendita dei posti barca finanzieremo la realizzazione delle opere previste dalla convenzione».

Parla di segnali positivi il presidente della Porto Spa e di una trattativa in fase avanzata che potrebbe sbloccarsi a breve riferendosi agli istituti di credito a cui la società ha chiesto la copertura finanziaria per completare i lavori. «Si tratta di avere una copertura di medio lungo periodo – precisa – per avere la certezza dei flussi necessari a portare a completamento l’opera. L’istruttoria dovrebbe chiudere entro qualche settimana». Ma i lavori per il fermo estivo non riprenderanno prima dell’autunno.

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