Il Tirreno

Rapina alle Poste, bottino di 45mila euro

di Anna Cecchini
Rapina alle Poste, bottino di 45mila euro

Banditi armati in azione a Vada, fanno irruzione nell’ufficio appena se ne va il furgone portavalori. Portate via le pensioni

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VADA. Hanno portato via quasi 45mila euro, dopo aver minacciato una delle cassiere con una pistola. Poi, a bordo di due auto, sono fuggiti.

Rapina a mano armata all'ufficio postale di Vada. I banditi sono entrati in azione ieri mattina intorno alle 8,30. Forse hanno seguito il furgone portavalori diretto alle Poste di Vada, o magari hanno preparato un piano in precedenza studiando l’orario di arrivo del mezzo. Fatto sta che hanno atteso che il furgone avesse scaricato i contanti all'interno della sede su via XX Giugno e, con il volto coperto da passamontagna, sono entrati dentro le Poste e si sono diretti alle casse. Il furgone era appena ripartito e i soldi ancora non erano stati inseriti nelle casse dell’ufficio. In quel momento i malviventi hanno fatto irruzione dentro l’ufficio postale. ”Dateci i soldi", hanno gridato a una delle impiegate, mentre uno dei malviventi le teneva puntata davanti una pistola. Resta da capire se anche gli altri fossero armati e se si trattasse di pistole vere o invece di armi giocattolo.

Al momento della rapina all'interno dell'ufficio postale di Vada, dove durante la mattina di ieri decine di anziani sarebbero andati a riscuotere le loro pensioni, erano presenti tre clienti: tutte persone di una certa età. I banditi non hanno minacciato nessuno, gridando però a tutti di restare calmi in modo che non accadesse nulla. Così hanno fatto sia i clienti presenti che i dipendenti dell’ufficio postale, attoniti davanti alla furia dei rapinatori.

I banditi, che stando alle prime testimonianze dei presenti si sarebbero espressi in italiano corretto senza particolari inflessioni dialettali, sono riusciti a farsi consegnare quasi 45mila euro. Poi sono usciti e sono fuggiti a bordo di due automobili.

I dipendenti delle Poste, superato lo choc iniziale, hanno contattato il 113 e dal commissariato di polizia di Rosignano sono partiti gli agenti, che hanno immediatamente avviato le indagini. Sul posto la polizia giudiziaria del commissariato, e anche la sezione anti-rapina della squadra mobile della polizia di Livorno.

Prima di tutto gli agenti hanno acquisito le testimonianze a caldo degli impiegati, in modo da capire se ci fossero dettagli precisi per riconoscere i rapinatori. Grazie alla scientifica, sono stati effettuati i rilievi del caso all’interno dei locali dell’ufficio. Infine, per capire eventuali spostamenti dei banditi, la polizia ha acquisito le immagini delle telecamere di alcuni esercizi commerciali su via XX Giugno, che potrebbero fornire dettagli importanti. L’ufficio postale non è dotato di telecamere esterne (se non quella posizionata sullo sportello bancomat), e quindi sono state prese le registrazioni di altre telecamere nella zona. L'ufficio postale di Vada per il resto della mattina è rimasto chiuso, e sulla porta è stato sistemato il cartello "chiuso per problemi tecnici".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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