Il dolore
Il vecchio porta a porta per il sì al referendum
RIPARBELLA. Si affideranno al caro vecchio porta a porta per il rush finale. Il sindaco di Riparbella Renzo Fantini, il gruppo consiliare di maggioranza e alcuni esponenti del Partito Democratico...
RIPARBELLA. Si affideranno al caro vecchio porta a porta per il rush finale. Il sindaco di Riparbella Renzo Fantini, il gruppo consiliare di maggioranza e alcuni esponenti del Partito Democratico locale, infatti, da lunedì 2 maggio hanno iniziato a passare casa per casa lungo le vie del centro storico e delle campagne del paese. Il motivo? Spiegare i motivi per cui votare sì al referendum sulla fusione con Castellina Marittima in programma il prossimo 8 e 9 maggio.
«Coloro che sono nel comitato per il no alla fusione hanno deciso di fare una manifestazione in piazza, mentre noi abbiamo scelto, per chi accetterà di dedicarci alcuni minuti, di bussare a ogni porta per spiegare i vantaggi di una fusione tra Riparbella e Castellina - dice il primo cittadino riparbellino - fino ad ora ci sono stati 14 incontri pubblici per parlare della questione ma mai con una partecipazione numerosa. Da qui la nostra decisione di scegliere il vecchio sistema del porta a porta».
Fantini sostiene che ci sia molta confusione tra le persone. «In pochi realmente sanno esattamente cosa accadrà in caso di unione tra le due realtà collinari - afferma il primo cittadino - ci sono molte voci prive di fondamento che girano in paese. Tipo che con la fusione l'ufficio postale e il presidio medico saranno spostati a Castellina. Si tratta di cose false e sulle quali ci vuole chiarezza. Un nuovo ente unico, infatti, avrà molti vantaggi e la gente non deve essere impaurita».
Il sindaco e i vari consiglieri si aggirano in coppia per le strade di Riparbella. E a tappeto dovrebbero raggiungerle quasi tutte in pochi giorni. "Se passerà il sì la vera differenza è che ci sarà un solo consiglio comunale, ma al di là delle componenti politiche in campo non verrà perso nessun servizio per i cittadini - aggiunge Fantini - anzi, potrebbe essere prevedibile un potenziamento della possibilità di intervento del nuovo ente unico, senza legarsi troppo a questioni di campanile. A mio parere non ci saranno degli svantaggi con il nuovo Comune unico".
Dopo aver fatto slittare da aprile a maggio la tornata referendaria, anche per non accavallarsi con quello legato alle trivelle, l'8 e il 9 maggio si apriranno i seggi. Sarà un referendum consultivo, a cui potranno prendere parte tutti i residenti con età maggiore di 18 anni. Se la fusione sarà accolta i due sindaci in carica, Renzo Fantini per Riparbella e Federico Lucchesi per Castellina Marittima, resteranno a palazzo civico fino al primo gennaio del 2017. Dopodiché si insedierà un commissario prefettizio, che accompagnerà i due comuni alle elezioni amministrative previste nella primavera dello stesso anno. In caso di vittoria dei sì, il Comune unico si chiamerà Castellina Riparbella ed avrà circa 3700 abitanti. Tutto da decidere, però. visto che il fronte del no, dopo l’evento di sabato scorso, è molto compatto. Si spinge sulla fine dell’autonomia di Riparbella e le possibili negative ricadute su governo del territorio, dell’agricoltura, del turismo, del paesaggio e dell’ambiente. In più chi è contrario alla fusione con Castellina vede nel nuovo Comune unico un ente più costoso, meno efficiente, meno trasparente e con minori servizi ai cittadini. Per questo concludono un motto molto chiaro e di impatto. «Riparbella merita di vivere, con il tuo voto non farla morire».
Alessandro Bientinesi
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