Il Tirreno

Arriva il no all’ascensore in vetro dovrà essere una ringhiera con reti

di Alessandra Bernardeschi
Arriva il no all’ascensore in vetro dovrà essere una ringhiera con reti

La Soprintendenza rivede le prescrizioni rispetto al primo progetto presentato dai bagni Italia L’assessore Pia: «Impatto visivo e valutazione architettonica peggiori rispetto al precedente»

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CASTIGLIONCELLO. Ancora una variante al progetto di riqualificazione dei bagni Italia al Quercetano. Stavolta la variante - spiega l'assessore ai lavori pubblici Margherita Pia - è stata richiesta dal proprietario dello stabilimento balneare per allontanare, verso nord, l'ascensore. Una decisione che è stata presa a seguito del ricorso presentato al Tar dai proprietari della casa che confina con lo stabilimento stesso». Il nuovo progetto è tornato in Sovrintendenza che ha dato parere positivo ma, nello stesso tempo, ha modificato la tipologia ed il corpo dell'ascensore che dovrà collegare via del Quercetano con la sottostante baia. In sintesi la cabina dell'ascensore non dovrà più essere costituita da pannelli di vetro «ma da una rete e ringhiere ad altezza di sicurezza». Tra le prescrizioni dettate dalla Soprintendenza così come riportato dal decreto 637 del 26 aprile, c'è anche il fatto: che «non venga scalpellinata la roccia viva, ma solo il verde e la parte terrosa o instabile per la messa in sicurezza dell'area». Dovranno pertanto essere realizzati «solo ancoraggi in roccia e garantire insieme alla stabilità della falesia, anche la conservazione della roccia originaria». Ed ancora: «che il telaio in legno del pergolato in progetto venga sostituito con sottili elementi strutturali analoghi alle ringhiere esistenti», nonché «che siano eliminate le pesanti vele strutturali laterali». «La variante - spiega l'assessore Margherita Pia- è andata in Sovrintendenza i cui tecnici hanno ritenuto di modificare i pareri precedenti, in particolare per quanto riguarda la tipologia dell'ascensore. Senza entrare nel merito delle rispettive competenze trovo - prosegue l'assessore all'urbanistica - che l'impatto visivo e la valutazione architettonica dell'ascensore siano peggiorative rispetto alla autorizzazione precedente data dalla stessa Soprintendenza». La storia della riqualificazione dei bagni Italia che prevede la realizzazione di un ascensore al Quercetano ha avuto il via da una variante sostanziale al Regolamento urbanistico e, nel concreto, l'8 gennaio scorso con il rilascio, da parte del Comune, del permesso a costruire. Un iter che ha coinvolto la Sovrintendenza che già nel gennaio scorso dettò alcune precise prescrizioni. Pochi mesi dopo il ricorso al Tar notificato dall'avvocato Ginevra Giovannoni, dall' architetto Giulio Giovannoni, da Alba Di Grazia col patrocinio dell'avvocato Duccio M. Traina che ha impugnato, tra l'altro, proprio il decreto con il quale il quale il Comune ha dato il via libera alle operazioni di riqualificazione dello stabilimento balneare. Da qui la decisione del proprietario dei Bagni Italia di spostare di alcuni metri a nord l'ascensore stesso. Progetto che ha avuto ancora una volta parere favorevole dalla Sovrintendenza che però, stavolta, ha respinto l'idea di un ascensore con pannelli di vetro a favore di un mezzo realizzato in rete e ringhiera.

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