Il degrado corre lungo i binari della ex stazione Bibbona-Casale
L’ex fermata della linea Genova-Roma è dismessa ormai da oltre dieci anni e non c'è nessun piano di recupero per l’intera zona
BIBBONA. Rifiuti, erbacce, auto e perfino un gommone, con tanto di motore incorporato, abbandonati. L’ex stazione di Bibbona-Casale è ormai inutilizzata da una decina di anni e il degrado inizia a prendere terreno inesorabilmente. I vandali hanno riempito delle loro “opere” le mura dell’edificio che si affaccia sui binari. E a pochi metri il terreno è utilizzato come vera e propria discarica a cielo aperto. Un punto non troppo visibile per i turisti, che in particolare d’estate hanno la possibilità di usufruire della stazione di Bolgheri, anche se sempre nel territorio comunale bibbonese. Ma un brutto colpo d’occhio che ci segnala Andrea Reali, un cittadino che armato di macchina fotografica ha mostrato la situazione dell’ex stazione di Bibbona-Casale.
Non a caso l'universo ferroviario italiano attraverso i decenni è stato uno dei settori infrastrutturali che ha pagato il prezzo più alto all'austerity. Il trasporto passeggeri su rotaia ha sempre rappresentato il segno identificativo di un Paese, anche nella meravigliosa Italia attraverso le stazioni minori che sono state realizzate in oltre duecento anni di storia. Sui treni si viaggiava per lavoro, per vacanza, per amore o per destino e senza questa rete costruita con tanti sacrifici l'Italia non sarebbe mai stato possibile unirla.Se vi venisse la curiosità, recatevi a visitare quello che resta della stazione di Bibbona-Casale lungo la linea Genova-Roma: è un'area in stato di abbandono, di fronte al cavalcavia di cemento armato della statale Aurelia a quattro corsie che oggi è anche utilizzata come tettoia per il ricovero di rottami di auto, rifiuti e altri oggetti affidati all'oblio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.13392401:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2016/04/30/fotogalleria/lo-stato-di-abbandono-della-ex-stazione-ferroviaria-bibbona-casale-1.13392401]]
Accanto al lato nord del fabbricato passeggeri è proliferato un orto probabilmente abusivo con gabbie per animali ed è stato realizzato uno spazio giochi per i figli di qualcuno che hanno eletto il piazzale come ritrovo negli interminabili pomeriggi di queste latitudini desolate. Il sottopassaggio che conduceva ai binari ora resi inaccessabili da due inferriate, è un tazebao decorato dai writers locali e rappresenta un monumento all'inutile.
«Sono forse dieci anni che nessuno, Rfi in primis nonostante la sua società di design Centostazioni costituita ad hoc per valorizzare il patrimonio aziendale, si è mai chiesto se fosse possibile riconvertire questo stabile ferroviario in qualcosa di diverso - spiega Andrea Reali - per esempio uno spazio per mostre o un ritrovo per i cicloturisti qui presenti in gran numero per parecchi mesi l'anno, magari con un punto di ristoro, da collegare ad una futuribile pista ciclabile a basso impatto ambientale che colleghi questo luogo con la pineta ed il mare».
Nel passato grazie a questa stazione moltissimi turisti di tutto il mondo si sono recati qui, alla California, per raggiungere i bellissimi paesi dai trascorsi antichissimi come Bibbona e Casale. «Evidentemente i programmi di chi ha immaginato il futuro ad alta velocità hanno preferito privilegiare il business anzichè una sana tradizione culturale che sarebbe stata di grande aiuto per le generazioni future - conclude Reali - uno sforzo di immaginazione aiuterebbe residenti e attività economiche a guardare con ottimismo agli anni che verranno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
