La manifestazione
Acqua off limits in zona Andalù c’è il divieto
Ci sono i cartelli sulla spiaggia (nella foto). Delimitano il tratto di mare in zona Andalù dove è in vigore dal 28 aprile il divieto di tuffi. Cartelli destinati a rimanere anche per il Primo maggio,...
Ci sono i cartelli sulla spiaggia (nella foto). Delimitano il tratto di mare in zona Andalù dove è in vigore dal 28 aprile il divieto di tuffi. Cartelli destinati a rimanere anche per il Primo maggio, considerato i tempi necessari per un nuovo prelievo e i risultati delle contro analisi, che in laboratorio richiedono 48 ore. A disporre il divieto di balneazione fino a contrordine è l’ordinanza numero 6 del 28 aprile, firmata dal sindaco di Cecina Samuele Lippi sulla scorta delle analisi eseguite dai tecnici Arpat. Il campione d’acqua prelevato il 26 aprile è risultato non conforme per la concentrazione di escherichia coli, con una concentrazione quasi doppia rispetto al limite di legge. Le analisi comunicate il 27 aprile saranno ripetute su un nuovo campione d’acqua. L’escherichia coli è il principale indicatore di contaminazione fecale, insieme agli enterococchi intestinali, e consente di stimare il rischio igienico-sanitario legato alla possibilità di contrarre malattie a propagazione oro-fecale. In pratica, più è alto il contenuto in escherichia coli e di enterococchi fecali e più è probabile che vi siano germi patogeni. Il valore dei secondi in questo caso è di 20 contro una concentrazione limite di 200.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
