Sicurezza
Ex Lido, altra asta deserta per la vendita dell’immobile
Cecina, l’edificio in costruzione sul lungomare di Marina è in abbandono da anni I potenziali acquirenti interessati solo con un cambio di destinazione d’uso
CECINA. La nebbia è fitta. È una storia ancora senza finale quella dell’ex hotel Lido che doveva trasformarsi in residenza turistico alberghiera. Decifrare il futuro resta complicato. Specie dopo il nuovo tentativo di vendita all’asta, il settimo, andato deserto. Alla scadenza, le 12 del 28 aprile, sul tavolo del commercialista livornese Giulio Pierulivo, nella sua veste di curatore giudiziario dell’immobile, non è arrivata nessuna offerta formale. Qualche contatto nelle settimane precedenti, ma nessuno che si è deciso a fare il passo. Eppure, rispetto al prezzo base di 2,7 milioni di euro, pari a meno della metà del valore stimato nel 2013, si poteva scendere fino del 25% nell’offerta.
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L’edificio incompiuto dall’inizio dell’anno si presenta spoglio di palizzate e gabbie metalliche. Ma resta un cantiere, congelato dalla crisi in cui è precipitata la Maestrale Srl. La società nel 2014 era riuscita a bloccare la vendita ottenendo dal tribunale di Firenze l’ammissione al concordato preventivo, salvo poi non riuscire a presentare un progetto di ristrutturazione del debito ritenuto accettabile dai creditori, tra i quali figura anche il Comune di Cecina.
E dal 2006 segna lo skyline, tra largo Cairoli e la terrazza tra i bagni Girasole e l’Armida, nel cuore di Marina di Cecina. Il progetto approvato dal Comune di Cecina prevede la destinazione turistico ricettiva. L’orginaria struttura è stata demolita per far spazio all’edificazione di 36 unità abitative ripartite su quattro piani, suddivise in dodici camere, nove monolocali, quindici bilocali oltre a locali di servizio e accessori all’attività ricettiva, spazi comuni, un garage interrato e due fondi commerciali al piano terra.
La strada è segnata. Il curatore dovrà fissare una nuova data per l’asta a partire da un prezzo base ridotto del 15%. Anche in questo caso si potrà ribassare nell’offerta fino a un massimo del 25%. È quanto prevede la legge. Ma sembra non bastare. La soluzione per gli addetti ai lavori è imposta dal mercato. Per rendere appetibile l’investimento servirebbe un cambio di destinazione d’uso da turistico ricettivo a residenziale. L’ipotesi, esclusa con fermezza dall’amministrazione comunale di Cecina, torna di attualità.
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