La protesta
Ecomar, dipendenti al lavoro ma solo sui rifiuti non pericolosi
VADA. Sono tornati tutti a lavoro i dipendenti di Ecomar. A quindici giorni di distanza dall'incidente che ha provocato la dispersione di acido solfidrico nell'aria, però, la Regione Toscana ha...
VADA. Sono tornati tutti a lavoro i dipendenti di Ecomar. A quindici giorni di distanza dall'incidente che ha provocato la dispersione di acido solfidrico nell'aria, però, la Regione Toscana ha rilasciato le autorizzazioni per riprendere l'attività soltanto per il trattamento di rifiuti non pericolosi. Nessun permesso, dunque, per lo smaltimento di quelli pericolosi. Un ritorno a lavoro a metà, mentre di Ecomar si discuterà domani in consiglio comunale, con una mozione presentata dal Partito Democratico e una interpellanza del Movimento Cinque Stelle.
Come detto il 26 aprile tutti e i venticinque dipendenti di Ecomar sono tornati a lavoro, ma l'attività è ripresa solo per i rifiuti non pericolosi. «Sono comunque la maggior parte dell'attività aziendale, ha detto Giovanni Golino di Cgil - l'auspicio è che l'azienda possa al più presto ripartire con tutta l'attività. I dipendenti, insieme a tecnici Arpat, Asl e vigili del fuoco ha fatto un ottimo lavoro nella gestione dell'emergenza e per la successiva bonifica. Importante anche lo stato di salute dei dipendenti, che verrà esaminato nel presente e monitorato nel futuro».
La discussione su Ecomar, però, sbarca anche in consiglio comunale. Nell'ordine del giorno di domani, infatti, sarà discussa una mozione dei consiglieri Pd Gaia Vivaldi e Luca Agostini.
«Si chiede prima di tutto di approfondire con tutti gli enti le cause che hanno provocato l'incidente - spiegano i consiglieri - c'è da capire, poi, i motivi del ritardo con il quale l'allarme è stato dato alla popolazione e questo punto sarà discusso nella quinta commissione convocata appositamente. Non solo, chiederemo alla Regione se non vi siano le condizioni per una nuova classificazione dello stabilimento Ecomar e dunque per una revisione della autorizzazione integrata ambientale riconosciuta all'azienda».
Non solo, si chiederà alla Regione se sia possibile mettere in funzione, nelle zone vicine all'impianto, una rete di monitoraggio in grado di dare, in caso di fuga di gas e sostanze nocive, l'allarme necessario in tempo reale alla popolazione.
Tra le varie interpellanze inserite nell’ordine del giorno del consiglio comunale, sempre sul caso Ecomar, c’è quella di Serena Mancini. Il Movimento Cinque Stelle, infatti, dopo aver presentato una interrogazione urgente al sindaco con richieste simili a quelle della mozione presentata dal Pd, fa un passo avanti con l’interpellanza il cui oggetto è piuttosto eloquente: “spostamento Ecomar”. I Cinque Stelle, dunque, vorranno discutere sull’ipotesi di allontanare dalle case lo stabilimento dei Polveroni.
Alessandro Bientinesi
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