Il Tirreno

Atti negati dal Comune parte il ricorso al prefetto

di Manolo Morandini
Atti negati dal Comune parte il ricorso al prefetto

Tovani (Cecina civica) ha atteso 50 giorni i documenti sul viale della Vittoria «Così mi si impedisce di controllare l’operato dell’amministrazione»

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CECINA. Cinquanta giorni. Li conta. E si stufa. Tira una linea, prende carta e penna e scrive al Prefetto di Livorno, Tiziana Costantino. La capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani la informa e chiede il suo intervento per riuscire ad accedere agli atti relativi al progetto di Ztl del viale della Vittoria. L’esponente dell’opposizione lamenta la violazione da parte dell’amministrazione comunale dell’articolo 43, comma 2, del Testo unico degli enti locali.

«Il tempo trascorso mi impedisce il regolare espletamento dell’attività legata al mandato di consigliere – dice Tovani –. Insomma, non posso verificare e controllare l’operato dell’amministrazione». La richiesta di accesso agli atti al sindaco di Cecina Samuele Lippi è dell’8 marzo. «Nella richiesta specificavo, altresì, che se il materiale fosse stato copioso, dopo una prima visione, avrei segnalato ciò che a me interessava, in modo da non ostacolare l’attività degli uffici – sostiene la capogruppo di Cecina civica –. Così è stato. Dopo un primo incontro con il dirigente competente e un suo ingegnere di riferimento ho evidenziato i documenti per me interessanti, ma ad oggi, non mi è mai stato consegnato alcunché».

Nella segnalazione Tovani ci mette anche un carico. «Fatto ancor più grave è che del ritardo ho informato il sindaco, il segretario comunale ed il consiglio in sede di assemblea consiliare il 26 aprile e nonostante ciò gli atti richiesti non sono stati messi a mia disposizione». Nella seduta, oltretutto, all’ordine del giorno era inserita l’interrogazione di Tovani sul viale della Vittoria. «Per la quale gli atti richiesti risultavano indispensabili ai fini della valutazione della risposta dell’amministrazione».

Per uscire dall’empasse l’esponente dell’opposizione chiede al prefetto di ordinare al sindaco Lippi e agli uffici amministrativi competenti di «consegnare immediatamente, come previsto dalla normativa vigente, senza ulteriore ritardo ingiustificato, i documenti richiesti».

La capogruppo Tovani ricorda che l’accesso agli atti è disciplinato dal Testo unico degli enti locali. «Accorda al consigliere comunale un diritto pieno e non comprimibile – dice –, atteso che la speciale normativa non prevede alcun limite, nemmeno a tutela di esigenze di riservatezza, fermo restando, tuttavia, il dovere per i consiglieri di mantenere il segreto nei casi specificamente determinati dalla legge». E conclude: «L’assenza di limiti normativi nei confronti del consigliere comporta un dovere di risposta immediata da parte degli uffici competenti ad evadere la richiesta, soprattutto laddove riguardi atti che siano già stati formati e siano nella disponibilità dell'amministrazione».

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