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Un nuovo ricorso il bagno Bayahibe torna in tribunale
SAN VINCENZO. Altro episodio della vicenda dello stabilimento balneare Bayahibe di via del Tirreno a San Vincenzo. L’amministrazione comunale sanvincenzina, il 22 marzo scorso, ha promosso ricorso...
SAN VINCENZO. Altro episodio della vicenda dello stabilimento balneare Bayahibe di via del Tirreno a San Vincenzo. L’amministrazione comunale sanvincenzina, il 22 marzo scorso, ha promosso ricorso per revocazione davanti al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Consiglio di Stato stesso del dicembre scorso. Il condominio Belmare, dal canto suo, ha presentato il 19 aprile ricorso per ottemperanza contro il Ministero per i Beni culturali, la Soprintendenza di Pisa, il Comune di San Vincenzo e la società Acquachiara, proprietaria del manufatto. Il messaggio del condominio è chiaro: l’opera è illegittima, abusiva e deve essere demolita.
La vicenda. L’Acquachiara Snc ha in concessione una zona di demanio marittimo di 1.825 metri quadrati a margine di via del Tirreno, con possibilità di realizzare uno stabilimento balneare. Il condominio Belmare, nel maggio 2008, impugnò dinnanzi al Tar gli atti abilitativi per la costruzione dello stabilimento richiedendo l’annullamento della concessione edilizia del 2008, della delibera consiliare 117 del 28 dicembre 2006 con cui era stato approvato il Piano della spiaggia Ut 6.1 del Piano regolatore comunale, nella parte in cui prevedeva la realizzazione di un nuovo stabilimento balneare in via del Tirreno, della delibera consiliare 67 del 24 luglio 2006 di approvazione della variante gestionale al regolamento urbanistico e, infine, di tutti gli atti ad essi presupposti, connessi e consequenziali.
Il Tar, il 26 giugno 2008, respinse la domanda incidentale di sospensione degli atti impugnati. Il condominio fece appello cautelare dinnanzi al Consiglio di Stato il quale, con ordinanza del 16 settembre 2008, lo accolse sospendendo i provvedimenti impugnati. All’esito del giudizio al Tar, quest’ultimo, con sentenza 439 del 16 marzo 2009, dichiarò il ricorso improcedibile. Tale sentenza è stata impugnata dal condominio dinnanzi al Consiglio di Stato. L’annosa vicenda ha trovato il punto definitivo con la sentenza del Consiglio di Stato 5663 del 14 dicembre 2015, con cui, tra le altre cose, è stato accolto l’appello proposto dal condominio Belmare con annullamento della sentenza 439/2009.
La sentenza. Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibili e rigettato “nel merito, siccome infondati” gli altri tre appelli riuniti proposti da Comune e Acquachiara. Con tale sentenza, quindi, sono stati annullati la concessione edilizia, le delibere consiliari e tutti gli atti conseguenti e connessi. Nella sentenza dichiara che “la concessione del 2008 si fonda su un progetto, oggetto di variante progettuale presentata dalla ditta appellata nel 2007, che non risulta essere stato previamente presentato alla Soprintendenza” e che “il progetto ivi contenuto risulta difforme da quello oggetto di esame - e di parere favorevole della Soprintendenza - nel 2005” e che “la concessione edilizia è inefficace” e “invalida, in quanto fondata su un errato presupposto”. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che i lavori siano stati “illegittimamente eseguiti” e che la successiva concessione edilizia fosse “viziata ed annullabile”. Da ciò l’illegittimità dei lavori eseguiti e del permesso di costruire del 2008. Il condominio ha diffidato l’amministrazione comunale a ottemperare alla sentenza e a far demolire o a demolire le opere realizzate. Il Comune ha invece ha promosso ricorso per revocazione davanti al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Consiglio di Stato stesso.
Paolo Federighi
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