La manifestazione
I migranti in pineta con sacchi e scope
CECINA. Azioni umili. Muovere la scopa sul marciapiede che costeggia la pineta di viale Galliano. Raccogliere i rifiuti finiti tra i cespugli. Passa anche da questi gesti l’accoglienza di chi si è...
CECINA. Azioni umili. Muovere la scopa sul marciapiede che costeggia la pineta di viale Galliano. Raccogliere i rifiuti finiti tra i cespugli. Passa anche da questi gesti l’accoglienza di chi si è trovato proiettato a Marina di Cecina lasciandosi alle spalle una nazione in guerra e un Paese affamato. Indossano pettorine arancioni, scarpe antinfortunistiche e guanti. Si chiama “Volontariato migrante” ed è il progetto che coinvolge i 33 profughi ospitati nella dependance dell’hotel Mediterraneo dallo scorso marzo. L’esordio per il primo gruppo di volontari la mattina del 22 aprile.
Per chi incrocia quotidianamente il loro sguardo si tratta di attività tutt’altro che banali. «Consentono di conoscersi tra di loro e di farsi conoscere dalla comunità che li ha accolti attraverso la modalità del fare – dice la presidente Arci Bassa Val di Cecina Claudia Franconi –. Per un ragazzo che vuole ricostruirsi una vita significa mettere radici su un terreno di pace. E ciò non è affatto scontato». Avere un impegno, degli orari e dei compiti. Sviluppare delle competenze e conoscere le basi delle regole di sicurezza nei luoghi di lavoro. Prima di operare sul campo tutti hanno seguito un corso di formazione ad hoc.
I mediatori Arci si occupano di assistere gli ospiti secondo un modello rodato in anni di esperienza. Tra le attività c’è il corso di italiano ma alcuni frequentano anche i corsi alla scuola di Rosignano e hanno in programma al termine di conseguire l’esame di licenza media. Ma il progetto “Volontariato migrante” è un passo in avanti. «Hanno aderito tutti e al termine rilasceremo un attestato di partecipazione», spiegano dall’Arci. È stato necessario attivare con l’Inail le necessarie coperture assicurative.
«C’è una confusione di fondo, voluta – afferma il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. I profughi richiedenti asilo sono inquadrati in meccanismi di protezione internazionale. Le persone nei centri di accoglienza non sono clandestini». «Chi li definisce così – sottolinea l’assessore al Sociale Giovanni Salvini – vuole solo alimentare la diffidenza e la paura». La convenzione alla base del progetto è sottoscritta dal Comune con l’Arci Solidarietà ma si avvale della collaborazione dei volontari di Auser, con il presidente Giuseppe Bernardo, e dell’Associazione nazionale Forestali, rappresentati dal presidente Adriano Bombardi. Mentre l’amministrazione comunale ha affidato il coordinamento dell’attività a Michele Grosso, ex assessore nella passata giunta di Stefano Benedetti. «Questa attività consente di creare un rapporto con la cittadinanza – dice Grosso –. È un modo per farsi vedere attivi nel contesto sociale e non continuare a farli sentire una parte estranea e ai più invisibile».
Intanto la cura della pineta sul lato di viale Galliano e il tombolo sud. Poi anche i sentieri che portano al mare. I giovani ospitati a Marina di Cecina per adesso sono organizzati in due gruppi e saranno sul campo a giorni alterni. (m.m.)
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