Il Tirreno

Stop al divieto di antenne Tar condanna il Comune

di Manolo Morandini
Stop al divieto di antenne Tar condanna il Comune

Bocciato l’articolo del Regolamento urbanistico di Cecina sulla telefonia mobile I giudici accolgono il ricorso presentato da Vodafone per una stazione a Marina

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Un divieto generalizzato di installazione. Il segnale arriva da Firenze ed è chiaro. Il Comune di Cecina sugli impianti di telefonia mobile ha travisato la normativa. “Un radicale quanto inammissibile rovesciamento della prospettiva”, si legge nella sentenza del tribunale amministrativo regionale della Toscana (Tar) che accoglie il ricorso di Vodafone Omnitel Bv.

La sentenza del Tar, depositata lo scorso 11 aprile, al di là del caso della compagnia telefonica, mette in discussione le previsioni del Regolamento urbanistico. “Il ricorso deve essere accolto ai fini dell’annullamento del’articolo 10 punto 15 del regolamento urbanistico comunale di Cecina approvato con delibera consiliare 16 del 27 marzo 2014”, scrivono i giudici. Tradotto, la norma che consente l’installazione di impianti per la telefonia mobile solo sulle aree messe a disposizione dal Comune è nulla. Il Regolamento, aveva indicato via dei Lavoratori, via della Cecinella, via dei Campilunghi, via Montenero, via Pasubio e via Toscana. Sottolineando che altre aree pubbliche sarebbero state individuate successivamente, “previa verifica della rispondenza del sito alle norme vigenti in materia”, recita il punto 15 dell’articolo 10 del regolamento urbanistico.

Sei soli siti. Per i giudici amministrativi questa scelta si traduce in “un divieto generalizzato di installazione che colpisce la restante e ben più ampia parte del territorio comunale”. E chiariscono che “l’individuazione puntuale avrebbe potuto e dovuto riguardare non i siti ove consentire l’installazione degli impianti di Tlc, ma, eventualmente, i singoli siti o le aree limitate ove vietarla”.

Risultato quella previsione del regolamento urbanistico è stata annullata. Tutto da rifare. Il Comune di Cecina deve anche farsi carico delle spese processuali: 2.500 euro oltre agli oneri accessori di legge. A cui si aggiungono i 5.106 euro di onorario per l’assistenza legale. All’origine della querelle c’è il provvedimento con cui il 31 marzo dello scorso anno l’ufficio Edilizia privata ha rigettato l’istanza presentata da Vodafone Omnitel Bv per la realizzazione di una staziona radio base, composta da tre antenne, sulla terrazza di copertura dell’hotel Tornese a Marina di Cecina. L’intervento è stato dichiarato inammissibile proprio in ragione del punto 15 dell’articolo 10 del regolamento urbanistico. Oltretutto, stando a quanto riportato nella sentenza, il provvedimento è arrivato tardi, dopo i novanta giorni oltre i quali scatta il silenzio assenso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web