Attenzione
Ecomar, Franchi scrive alla Regione
Dopo la fuga di gas tossico il sindaco chiede garanzie per lavoratori e residenti
ROSIGNANO. Il sindaco ha scritto alla Regione e agli altri enti che hanno competenza, in merito al caso Ecomar.
«Venerdì scorso -precisa il sindaco Alessandro Franchi- ho personalmente scritto a Regione Toscana, Arpat e Asl, auspicando il massimo impegno degli enti preposti affinché siano messe in atto tutte le procedure necessarie per la garanzia attuale e futura dei lavoratori dell'azienda e per la salute della popolazione circostante lo stabilimento Ecomar di Vada».
La posizione dell'amministrazione comunale, «come confermano le parole recentemente espresse dall'assessore Fratoni, è stata accolta e condivisa dalla Regione Toscana e, pertanto, spero che venga avviata a livello regionale una verifica delle autorizzazioni già rilasciate e una riflessione su nuove normative per siti industriali che, come la Ecomar, non sono soggetti alla legge Seveso ma operano in prossimità dei centri urbani», spiega Franchi.
«Come ha dichiarato a caldo il vicesindaco Donati a pochi giorni dall'incidente -prosegue il sindaco - occorre da un lato indagare le cause ed accertare eventuali responsabilità, e dall'altro rivedere anche le procedure di emergenza ed avviare una riflessione su tempi e modalità di allerta».
Ecco che il primo cittadino di Rosignano ha deciso di mettere nero su bianco la richiesta di chiarimenti e di controlli, inviandola a Regione, Asl e Arpat. «Ritengo opportuno che vengano attivati tutti i percorsi di verifica ed intervento - si legge nella lettera del sindaco -anche amministrativo, necessari per evitare il ripetersi delle condizioni che hanno concorso ad esporre ad un potenziale rischio sia i lavoratori che la popolazione circostante, oltre a creare una preoccupazione diffusa sul territorio. Tale emergenza, pur mantenuta sotto controllo nella sua parte più acuta dal tempestivo intervento dei vigili del fuoco e degli altri enti che hanno verificato con continuità che non vi fossero rischi concreti per l'incolumità della popolazione, risulta peraltro ad oggi non ancora conclusa. Per quanto a conoscenza del Comune non vi sono stati episodi di intossicazione nella fase acuta dell'emergenza, ma chiedo se comunque siano ravvisabili altri aspetti sanitari conseguenti all'esposizione -pur a basse dosi- di acido solfidrico».
«Auspico pertanto - termina la lettera - il massimo impegno degli enti preposti affinché siano messe in atto tutte le procedure necessarie per la garanzia attuale e futura dei lavoratori dell'azienda e della salute della popolazione circostante lo stabilimento Ecomar di Vada».
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