Lutto
La Regione non riapre Ecomar autorizzazioni ancora sospese
L’assessore Fratoni: «Capiamo le esigenze dei lavoratori, ma la salute pubblica è prioritaria» Allo studio una normativa ad hoc per garantire sicurezza negli stabilimenti come quello di Vada
VADA. Restano sospese, almeno per il momento, le autorizzazioni che permetterebbero alla Ecomar di Vada di riprendere a lavorare. L'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni, infatti, vuole capire, insieme ad Arpat e Asl, cosa abbia provocato l'incidente dell'11 aprile scorso. Regione Toscana che, poi, sta già valutando la possibilità di rivedere la normativa vigente per far sì che le procedure di allarme nei confronti della cittadinanza possano essere attivate in tempi più rapidi e non con ore di ritardo come nel caso dello stabilimento dei Polveroni.
«Chiusa la fase di emergenza dobbiamo verificare cosa sia successo l'11 aprile alla Ecomar e operarci affinché un incidente del genere non si verifichi più in futuro - spiega l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni - per questo dobbiamo aspettare che il lavoro coordinato dal nostro ufficio autorizzazioni, guidato dall'ingegner Andrea Rafanelli, di concerto con Arpat e Asl per gli approfondimenti del caso».
La sospensione, però, rischia di mettere a rischio le commesse più importanti di Ecomar e con queste il lavoro di almeno 25 dipendenti. «La salute pubblica è la priorità e per questo l'esame dovrà essere sì rapido ma il più accurato e approfondito possibile - precisa Fratoni - stiamo valutando, allo stesso tempo, di poter far riprendere almeno una parte dell'attività dell'azienda ma non, ovviamente, quella oggetto del tipo di lavorazione che ha dato il via alla reazione chimica».
Polemiche e rabbia tra i cittadini, però, è nata dai ritardi con i quali i residenti dei Polveroni sono stati allertati dopo lo sprigionamento del gas tossico. Tanto da formare un nuovo comitato che vorrà andare fino in fondo anche sulle responsabilità di questo episodio. «Credo sia doveroso, prima di tutto, fare un plauso ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine e a tutte le persone che sono intervenute in maniera tempestiva e professionale - dice l'assessore regionale all'ambiente - quanto successo a Vada, però, ci obbliga ad una riflessione di questo caso specifico. Ecomar non è soggetta alla legge Seveso, ma l'incidente dimostra come sia necessario, e inizieremo a farlo nella conferenza di servizi, valutare delle nuove normative che si adattino a realtà industriali così vicine alle zone residenziali».
L'ipotesi è quello di una normativa ad hoc per quegli impianti che lavorano rifiuti industriali in grado di prevedere una procedura di allerta e allarme, anche ai cittadini, alla quale la stessa Ecomar, con le leggi attuali, non è soggetta.
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