Il Tirreno

Cinque notti al buio, i residenti di Marina pensano a un comitato

di Alessandro Bientinesi
Alcuni dei lampioni spenti tra via Sagunto e via Gilching
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Alcuni dei lampioni spenti tra via Sagunto e via Gilching

Cecina, lampioni spenti da giovedì tra via Gilching e via Sagunto

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CECINA. Da cinque notti sono completamente al buio e costretti a uscire la sera con le torce. Un problema, l'ennesimo registrato in città negli ultimi mesi, che riguarda quasi 200 famiglie a Marina di Cecina, tra via Gilching e via Sagunto. I residenti, esasperati per i continui spegnimenti dei lampioni e con la paura di subire dei furti sono pronti a formare un comitato di cittadini. Con tanto di richiesta provocatoria al Comune. «A questo punto vogliamo 400 elmetti da minatori da distribuire a noi residenti in attesa che il guasto venga riparato».

Come detto il caso più significativo è quello di Marina, dove tra via Gilching e via Sagunto, già alla fine di febbraio alcuni residenti avevano protestato per il malfunzionamento dell’impianto di illuminazione pubblica. «Da giovedì 14 aprile i lampioni sono spenti e un intero quartiere è al buio - spiega un uomo che vive in zona - per l’ennesima volta ho segnalato la cosa alla polizia municipale e per l’ennesima volta mi è stato detto che la mia segnalazione sarà inoltrata all’ufficio tecnico comunale. Non sembra, però, che la soluzione sia di così facile risoluzione».

In effetti da sei mesi a questa parte a Marina le notti al buio sono piuttosto frequenti. E le uniche luci accese sono quelle del supermercato Conad e dei lampioni nei giardini delle case private. «A questo punto vogliamo sapere se il problema è davvero di natura tecnica oppure, a turno, veniamo lasciati senza illuminazione per risparmiare soldi - spiegano altri residenti della zona - come è possibile che in questi mesi non sia stata trovata una soluzione? Ci siamo rivolti anche alle forze dell’ordine, perché con i recenti episodi di furti, sia nelle auto che all’interno delle case, non ci sentiamo sicuri».

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Il buio crea disagio per una sensazione di insicurezza crescente, ma anche camminare e non riuscire a vedere cosa si ha sotto i piedi è elemento di preoccupazione. «Siamo ancora costretti a uscire di casa la sera con le torce in mano, se non lo facciamo rischiamo di inciampare in qualche scalino e ferirci - aggiungono i cittadini - a questo punto la responsabilità sarà del Comune, si devono prendere dei provvedimenti il prima possibile».

Le circa 200 famiglie che abitano nella zona oggetto di frequenti black-out stanno seriamente pensando di formare un comitato cittadino. La prima provocatoria richiesta è quella di 400 elmetti da minatore. Il tutto per ovviare a quella che si sta trasformando da situazione di emergenza a problema cronico della zona.

Una vicenda, quella dell’illuminazione a singhiozzo, che interessa altre zone della città. Ne abbiamo già scritto. I problemi si presentano sempre a Marina in alcuni tratti nella parte terminale di via Ginori, ma segnalazioni ci sono anche in via Zara, in via Manzoni. Ma non mancano segnalazioni dal Palazzaccio, da via Montegrappa a via Monte San Daniele con i casi più frequenti in via Berlinguer. E ultimamente anche in zone del centro a ridosso di corso Matteotti. Una situazione che ora i cittadini vogliono vedere risolta.

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