Il dolore
Un comitato per il caso Ecomar
Rosignano, i cittadini dei Polveroni si rivolgeranno ad un avvocato e denunciano falle nei sistemi di allarme
VADA. «Perché i residenti dei Polveroni sono stati informati con tre o quattro ore di ritardo dell’incidente di Ecomar? Abbiamo il diritto di sapere cosa è successo e che materiali vengono trattati nello stabilimento che è a pochi metri dalle nostre case. Da ora in poi andremo fino in fondo per sapere la verità e non ci possiamo più accontentare più delle rassicurazioni ufficiali e tardive che ci sono arrivate nei giorni scorsi».
A parlare è Riccardo Pozzi. Abita soltanto da tre anni ai Polveroni ma lui, insieme ad un già nutrito gruppo di residenti della zona, si sta organizzando per mettere insieme un comitato che vuole fare luce sulla situazione di Ecomar. «Mio padre e mio nonno hanno lavorato alla Solvay, non casco certo dal pero o rinnego certo la possibilità che le fabbriche “convivano” con le abitazioni - spiega Pozzi - ma l’incidente dell’Ecomar è solo la punta dell’iceberg di un problema più grave. Noi cittadini abbiamo il diritto di sapere cosa avviene dentro lo stabilimento e quali sostante vengono trattate al suo interno. Vogliamo essere coinvolti e per fare questo ci riuniremo, per ora in un coordinamento tra cittadini, e ci affideremo ad un legale e a un team di scientifico».
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.13295976:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2016/04/14/news/caso-ecomar-controlli-di-arpat-sull-aria-1.13295976]]
Questa volta, dunque, si fa sul serio, anche perché la paura e la rabbia per quanto accaduto l’11 aprile è tanta. «Non abbiamo più voglia di essere rassicurati dalle autorità competenti - prosegue Pozzi - se Ecomar non si può spostare dal sito attuale, allora si cerchi di capire cosa ha provocato l’incidente e di chi siano le responsabilità. C’è in ballo la salute dei cittadini e per questo è inaccettabile che l’allarme per eventuali pericoli per la salute sia arrivato tre o quattro ore dopo l’inizio della reazione».
Presto, dunque, la riunione di quello che può prefigurarsi come un “nuovo” comitato. Alle parole di preoccupazione dei cittadini, però, si uniscono anche Cna e Cgil.
«Nessuno è passato ad avvisarci di cosa stesse accadendo - ha dichiarato Danilo Marzini, presidente della Cna Val di Cecina e che alle Morelline ha la propria sede aziendale - questa è una grave inadempienza da parte delle autorità preposte alla tutela della sicurezza dei cittadini. Chiediamo a Comune e protezione civile - conclude Marzini - di chiarire l’accaduto e le ragioni del mancato avviso».
Per Giovanni Golino, segretario generale della Cgil di Livorno, bisogna dare garanzie su sicurezza e occupazione. «Continuare a garantire alla Ecomar, come ad ogni soggetto economico, possibilità di sviluppo e investimento è fondamentale. Ma per questo ci devono essere certezze della salubrità dell'ambiente e dei luoghi di lavoro. Allo stesso tempo chiediamo all'azienda di accertare le cause di quanto accaduto e di riprendere immediatamente la produzione per le decine di famiglie che legano il proprio reddito al ritorno alla fase produttiva».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
