Il Tirreno

Uisp, caos nella delegazione comitato commissariato

L’inizio della crisi dopo l’unione tra la dirigenza cecinese e quella labronica I contrasti per un investimento di 35.000 euro su un impianto a Livorno

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CECINA. Un investimento di poco superiore ai 35mila euro per aggiudicarsi fino al 2028 un impianto sportivo a Livorno, quello delle 5 Querce. Questo sarebbe il motivo principale che ha portato al commissariamento del comitato Uisp terre Etrusco-Labroniche, che dal 2013 unisce quello di Livorno con Cecina. Una difficoltà economica alla quale si è unita quella dei non idilliaci rapporti tra l'ufficio di presidenza livornese e il consiglio cecinese. Rottura sancita nel novembre dello scorso anno con le dimissioni di 7 consiglieri sui 13 (due erano già dimissionari dal 2014) dell'organo elettivo di Cecina e costretto al commissariamento. Dopo mesi di studio e osservazione della situazione Mario Nocchi, chiamato a fare da traghettatore di una situazione molto complicata fino alle prossime elezioni di novembre, insieme al presidente regionale della Uisp Matteo Franconi, ci chiariscono la situazione.

Tutto inizia nel 2013 quando alla Uisp di Livorno si accende la spia rossa nei bilanci. Il buco è di 200mila euro e, nonostante gli oltre 7mila iscritti e le 120 società affiliate, si rischia il commissariamento. Scongiurato solo grazie alla fusione con la Uisp di Cecina: nasce il comitato delle terre Etrusco-Labroniche. E i conti in rosso che fine fanno? «Il debito del nuovo comitato è stato in larga parte ammortizzato dalla Uisp regionale - spiega Matteo Franconi, presidente del comitato toscano - non è stata, dunque, questa criticità economica a causare il commissariamento dell’anno scorso». Anche perché Cecina ha un gruppo dirigente solido e conti in piena regola. Anzi, poco dopo l'accorpamento con Livorno e la nascita delle terre Etrusco-Labroniche, il nuovo comitato decide di investire. Sono circa 35mila euro per garantirsi, almeno fino al 2028, il controllo sui vari impianti sportivi del centro le 5 Querce di Livorno. Ma perché, con le risorse di Cecina, si punta con uno sforzo economico importante proprio su Livorno? «Forse un certo tipo di investimento poteva essere pensato in maniera più attenta - spiega il commissario Mario Nocchi, abituato alla filosofia dei piccoli passi e dei conti sempre in regola - magari guardando più a sud e non a Livorno. Questa scelta ha messo le terre Etrusco-Labroniche nuovamente in una situazione di poca liquidità, con impossibilità di fare investimenti e programmare progetti con scuole, associazioni e altri enti del territorio. Problema di liquidità alla quale si aggiungono dei crediti non ancora incassati dopo molti mesi».

Ci sono, infine, i non buonissimi rapporti tra l'ufficio di presidenza della componente livornese e il consiglio di quella cecinese. Fino alla rottura definitiva che ha portato alle dimissioni dei consiglieri cecinesi e al successivo commissariamento della fine del 2015.

Alessandro Bientinesi

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