Sicurezza
Ecomar, reazione chimica sotto controllo
L’emergenza è superata ma l’attività dell’azienda è ancora sospesa e preoccupa i dipendenti
VADA. Terminato l’intervento dei vigili del fuoco alla Ecomar di Vada. La reazione chimica che aveva scatenato il gas tossico lunedì scorso, infatti, sembra finalmente sotto controllo. Anche grazie ad una base di latte di calce gettata nella vasca dalla quale si era originato l’acido solfidrico. Ancora sospesa, però, l’attività dell’azienda, con i 25 lavoratori di Ecomar preoccupati per il loro lavoro.
Come detto il lavoro dei vigili del fuoco si è concluso intorno alle 15 del 14 aprile. Nella giornata di ieri solo un paio di sopralluoghi per verificare la situazione, ma ora la “palla” sembra passata in mano ad Arpat e Asl. Oltre che agli stessi tecnici di Ecomar, che hanno studiato una soluzione in grado di bloccare quasi del tutto la reazione chimica innescatasi lunedì 11 aprile. Si tratterebbe di una soluzione altamente basica, latte di calce, in grado di controbilanciare la produzione acida della vasca nel capannone dell’azienda dei Polveroni. Nel frattempo, però, la Regione Toscana, che dal 1 gennaio ha sostituito la Provincia di Livorno nelle varie procedure di autorizzazioni per gli stabilimenti come Ecomar, non ha ancora comunicato quando l’attività aziendale potrà riprendere.
«Anche se l’attività è sospesa siamo da giorni impegnati tutti per cercare di risolvere la situazione - spiega Fabrizio Torri, dirigente Ecomar - siamo 25 dipendenti, più altri legati all’indotto. Spero che una volta risolto il problema si possa ripartire con la normale attività aziendale. Più il tempo passa e più rischiamo che i nostri committenti si rivolgano ad altri. Entro la prossima settimana sarà necessario rimettersi in moto, altrimenti sarà un grave problema per tutti noi. I nostri clienti sono stati informati prontamente di quanto accaduto l’11 aprile e questa settimana ci supportano e aspettano. Ma dobbiamo tornare operativi quanto prima. Ora la reazione è praticamente esaurita, ma ci sarà da smaltire residuo rimasto».
Ma cosa può essere andato storto nel capannone luogo dell’incidente. «Nel momento in cui i rifiuti entrano nel nostro impianto diventa nostra responsabilità controllare ogni volta il loro contenuto - dice Torri - la reazione incontrollata può essere dovuta a vari fattori, ma è molto strana perché il materiale che l’ha generata era di clienti che avevano già conferito da noi. Sicuramente staremo più attenti e stringeremo ancora di più le maglie dei controlli».
Nel frattempo alla Ecomar sono a lavoro ancora Arpat e Asl. La raccolta di dati e informazioni porterà quasi sicuramente all’apertura di una inchiesta, non ancora avviata, per capire le responsabilità di questo incidente.
Alessandro Bientinesi
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