Il Tirreno

Pronto soccorso alla prova dell’estate

di Manolo Morandini
Pronto soccorso alla prova dell’estate

Nel confronto in 4ª commissione consiliare l’impegno del direttore generale De Lauretis a rafforzare il personale

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CECINA. «Sull’organizzazione estiva del pronto soccorso misureremo la capacità della nuova Azienda sanitaria rispetto agli impegni presi». A tirare le fila è il sindaco di Cecina Samuele Lippi dopo tre ore di domande e risposte. Al tavolo della Quarta commissione consiliare siedono il direttore generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest Maria Teresa De Lauretis, il direttore sanitario Mauro Maccari e il responsabile del pronto soccorso di Cecina Paolo Pennati. E tutti assicurano che non mancherà un rafforzamento del servizio in termini di personale medico e infermieristico per una struttura che in estate vede raddoppiare gli accessi giornalieri.

«In inverno la media degli accessi giornalieri è di 75 persone – dice Pennati –. In estate è di 110, con punte di 150 in agosto, ma molti arrivano per problematiche minori». Che aggiunge: «L’orario più critico per il pronto soccorso è il pomeriggio. L’Azienda si è resa disponibile a riconoscere un pacchetto di ore di straordinario ai medici che ci consente di rafforzare quel turno. A giorni prenderà servizio anche il nuovo coordinatore infermieristico a cui chiederò una particolare attenzione sugli aspetti relazionali del personale con i pazienti e i loro familiari».

La consigliera del Movimento 5 Stelle Rosanna Farinetti, come la collega di Cecina Civica Pamela Tovani citano esperienze dirette. Lunghe attese e disagi. «Quasi mai le lamentele che riceviamo riguardano errori – ammette il responsabile del pronto soccorso di Cecina Paolo Pennati –. Il grosso sono è dovuto agli aspetti relazionali. L’umanità è un aspetto importante e invito a fare proteste formali passando dall’Urp in modo da poter avere strumenti per agire in modo più incisivo».

Il confronto è a tutto tondo. Anche se Paolo Barabino, capogruppo di Forza Italia è netto: «Nessun dato o informazione puntuale ma solo informazioni generiche». A chiedere risposte ai tre interlocutori ci provano anche il capogruppo di Ispirazione Dem Riformisti Massimo Gentili, che punta il dito come gli altri sulle liste d’attesa per la diagnostica, e le consigliere Pd Barbara Suffredini e Meris Pacchini. Quali sono le ricadute della riforma e della riorganizzazione su scala di Area vasta per il presidio di Cecina? Le case della salute e il progetto di rete ospedaliera con Piombino. Quali le risposte per problemi annosi come le liste d’attesa e i disagi dovuti al pronto soccorso? La previsione di un nodo di quelle che in gergo sono le reti tempo dipendenti, ovvero il trattamento di ictus, infarti e politraumatizzati.

Chi si aspettava molto, a partire dagli esponenti del Comitato Pro ospedale e di quello per la Sanità pubblica esce dalla sala di via Landi deluso. Non sembra bastare il punto di partenza indicato dal direttore generale De Lauretis. «L’ospedale di Cecina manterrà quello che c’è già, la chirurgia, l’ortopedia e la medicina. Il primario di chirurgia è vacante solo perché siamo nella fase transitoria di organizzazione dell’Area vasta – afferma –. Inoltre, la cardiologia per intensità di cura e il reparto materno infantile. E l’attività ambulatoriale e di chirurgia ambulatoriale per otorino, urologo e oculista». Sul progetto di rete tra Piombino e Cecina: «Fa parte del futuro e resta da vedere come si può sviluppare tra i due ospedali che sono comunque distanti. Le possibilità ci sono per le attività programmabili, ma non per le urgenze».

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