Il Tirreno

Caso Ecomar, controlli di Arpat sull'aria

La vascadi miscelazione all'interno del capannone Ecomar dove è avvenuto l'incidente
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La vascadi miscelazione all'interno del capannone Ecomar dove è avvenuto l'incidente

Vada, le immaggini della vasca di miscelazione all'interno della quale è avvenuta la reazione chimica che ha sprigionato acido solfidrico

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VADA. Ancora in corso le procedure per la bonifica del capannone di Ecomar all'interno del quale, nel pomeriggio di lunedì 11 aprile, si è verificato un incidente che ha causato la fuoriuscita di acirdo solfidrico.

L'Arpat, intervenuta immediatamente dopo essere stata appertata dalla Protezione civile, dal pomerigio del 12 aprile si è attivata per effettuare la misurazione dei valori di H2S (idrogeno solforato) nell'aria tramite una postazione mobile.

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Il mezzo mobile Arpat per la misura della concentrazione in aria di acido solfidrico è stato posizionato nei pressi dell'ingresso UE della Solvay (versante sud) e, "a partire dalle ore 16 del 12, ha iniziato il rilevamento di questo parametro in aria - si legge in una note di Arpat -  I dati rilevati fino alle ore 15 del 13 aprile, sono compresi nell'intervallo 0,7 – 2,1 µg/m3 (come media oraria). Per questo parametro non sono disponibili livelli di riferimento normativo, per cui, normalmente i valori sono confrontati con i limiti indicati dalle Linee Guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che fissano una soglia molto cautelativa per la salvaguradia della salute delle persone esposte per periodi prolungati, di 150 µg/m3, come media delle 24h; gli effettii avversi, a partire dall'irritazione degli occhi si possono infatti verificare per valori superiori di 100 volte rispetto a questa soglia. Si sottolinea, inoltre, che i valori registrati sono tutti inferiori al limite di disturbo olfattivo, indicato dalle suddette Linee Guida, pari a 7 µg/m3 (a questo valore il 50% della popolazione avverte un disturbo olfattivo)".

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Durante il sopralluogo del giorno 12 aprile Arpar ha iniziato il controllo ispettivo per l'incidente, "che è proseguito anche nella giornata del 13 aprile, acquisendo la documentazione inerente tutte le tipologie di rifiuti oggetto del trattamento che ha originato l'incidente, fra cui i formulari di identificazione dei rifiuti, le schede di caratterizzazione ed i rapporti di prova contenenti le analisi di caratterizzazione degli stessi", termina la nota dell'Agenzia regionale  per la protezione ambientale.

 

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