Sicurezza
Via alle celebrazioni per l’operazione Herring
Dall’ex aeroporto militare di Vada partirono nel 1945 paracadutisti e partigiani L’Anpi domenica 17 aprile festeggerà l’atto militare che agevolò la liberazione
ROSIGNANO. Una cerimonia organizzata per ricordare il sacrificio di una generazione che ha lottato per la libertà. In occasione del 71° anniversario dell'operazione Herring, l'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) in collaborazione con il Comune di Rosignano, ha in programma per domenica prossima 17 aprile una mattinata dedicata alla memoria. A partire dalle 10.30, presso lo stradone Belvedere di Vada saranno presenti un picchetto di onore ed una rappresentanza dei reparti dei paracadutisti eredi dei protagonisti della famosa operazione (il 185° reggimento dei paracadutisti della Folgore e il 183° reggimento dei paracadutisti Nembo). Una manovra di infiltrazione e di sabotaggio che il 20 aprile del 1945 - a soli cinque giorni dalla fine della seconda guerra mondiale - vide decollare, dall'ex aeroporto di guerra di Vada, allora strategico per le forze alleate, 226 tra paracadutisti e partigiani che oltrepassarono la linea Gotica. Oltre allo scoprimento di un pannello memoriale e alla deposizione di una corona d'alloro in onore ai 31 caduti (26 furono invece i feriti), la cerimonia sarà accompagnata dagli interventi musicali del gruppo filarmonico Solvay. «Durante la mattina - ha spiegato Giacomo Luppichini dell'Anpi - l'aero club di Capannoli si occuperà del sorvolo di aerei leggeri con fumata tricolore». «È fondamentale - ha aggiunto - conservare la memoria storica. Lasciare segni tangibili, visibili e documentali per ricordare il forte contributo che Rosignano, chiamata anche la "piccola Cassino", ha dato per la liberazione del nostro paese dal dominio tedesco». Una lotta per la libertà - così come è stata definita dal Generale Giovanni Giostra - intesa come bene supremo. «I 226 paracadutisti che si lanciarono - ha sottolineato - erano tutti volontari. Tra loro vi erano anche dei partigiani, tra i quali il diciassettenne Amelio De Juliis che morì in combattimento. Un giovane al quale è stata riconosciuta una delle due medaglie d'oro». Di fatto, fu un'operazione che ebbe molto successo e che portò anche alla liberazione anticipata di alcune piccole località in provincia di Modena. «In un mondo come quello nel quale viviamo oggi - ha concluso l'assessore Daniele Donati - è più che mai importante organizzare cerimonie, come quelle di domenica, che tengano viva la memoria storica di un territorio. Che possano essere un servizio per le generazioni future». Cerimonie che - come ha sottolineato Gino Niccolai, presidente provinciale dell'Anpi - fanno parte del patrimonio per la nostra libertà. «Una libertà che va coltivata sempre, giorno dopo giorno».
Elisa Pastore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
